Sono arrivata! On air da Bra, alloggio UNISG. Di là, nell’altra stanza, una ragazza americana di origini cinesi sta disfando i suoi bagagli: si è portata le cups e una pan che dice essere la sua preferita, unica e insostituibile. nell’altra stanza ancora, una ragazza canadese (francofona) di origini caraibiche tira fuori un piccolo scrigno di spezie e un bellissimo telo da parete colorato per sentirsi un po’ a casa. Io, arrivata con stampi per dolci e formine da biscotti, le mie farine, le spezie…E una valanga di speranze. Eccoci qui, in fase di assestamento, scambiandoci piccoli sprazzi di vita prima e fuori da qui davanti ad un bicchiere di Menabrea.
Oggi faremo un giro del campus per cercare di ambientarci un po’, nel frattempo si fanno progetti di acquisto bici usate e malandate a pochi euro per pedalare a lezione con il bel tempo (6 km andata e 6 km al ritorno che vuoi che siano, il mattino presto e la sera d’estate!). E stasera è in progetto di incontrare tutti gli altri, 25 in tutto, al quartier generale Slow Food in Via della Mendicità Istruita, per una birra e tante chiacchiere anglofone! Eh si, di italiani siamo solo in due, io e un ragazzo di Arezzo. Per il resto, son arrivati nelle Langhe da tutti gli angoli del mondo, e non vedo l’ora di vederli e conoscerli tutti!
Oggi faremo un giro del campus per cercare di ambientarci un po’, nel frattempo si fanno progetti di acquisto bici usate e malandate a pochi euro per pedalare a lezione con il bel tempo (6 km andata e 6 km al ritorno che vuoi che siano, il mattino presto e la sera d’estate!). E stasera è in progetto di incontrare tutti gli altri, 25 in tutto, al quartier generale Slow Food in Via della Mendicità Istruita, per una birra e tante chiacchiere anglofone! Eh si, di italiani siamo solo in due, io e un ragazzo di Arezzo. Per il resto, son arrivati nelle Langhe da tutti gli angoli del mondo, e non vedo l’ora di vederli e conoscerli tutti!
Domani ci sarà l’Opening Cerimony e nel pomeriggio verrà Carlin Petrini in persona a farci lezione, non sto più nella pelle!
Cambiando discorso, tasto dolente, non c’é il forno ma solo un fornetto elettrico. Quindi mi dovrò arrangiare. Dolci, pani e pizze, ehm, pochi, sempre se riuscirò nell’impresa di farli in quel loculo. Nel caso, meriterei anche un premio! E sennò, comunque, di fame non morirò, i dolci li faccio monoporzione e per il pane opterò per il chapati o per il negozio sotto casa!
Intanto, quindi, come promesso, ecco le foto del mio progetto finale del corso di fotografia base. La scelta del tema, ovviamente, non è stata difficile: volevo fare qualcosa in cui centrasse anche il food. Ho pensato subito alla nonna perché ne parlo spesso, perché è la miglior cuoca che io conosca (lei e le sue dosi ad occhio!), non si imbarazza e perché quando cucina, lo fa in un ambiente…Estremanente fotogenico. Quanto all’effetto, mi è piaciuto estremizzare la grana e desaturare qualche colore per dare un effetto vintage/polaroid che si confaceva alla situazione. A voi il giudizio!
Eccola quindi, la nonna, nei suoi splendidi 90 anni, alle prese con quello che lei chiama strudel (ma che strudel esattamente non è), un dolce davvero buono e pieno di ricordi d’infanzia e valori affettivi.
Nonna’s “strudel”
per 2
450 gr di farina 00
100 gr di burro
1 cucchiaio di olio di semi
100 gr di burro
1 cucchiaio di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
3 uova
3 cucchiai di zucchero
3 mele golden
50 gr di uvetta
50 gr di amaretti
1 boccettina di aroma alla mandorla
marmellata di pesche
Sciogliere il burro, quindi unire l’olio e mettere da parte. Rompere le uova, unire lo zucchero e sbattere il tutto col la frusta. Unire il burro con l’olio e continuare a mescolare. Infine, unire la farina un po’ alla volta continuando sempre a mescolare, finché non si ottiene un impasto sodo. Infine, unire il lievito e l’aroma alla mandorla, finire di impastare con le mani, dividere l’impasto in due parti e mettere a riposare in una terrina coperta da uno straccio per mezz’ora circa.
Nel frattempo lavare, sbucciare e tagliare a pezzetti le mele, mettere a bagno l’uvetta e accendere il forno a 180°. Riprendere l’imasto e stenderlco col mattarello aiutandosi con della farina, fio ad ottenede una sfoglia sottile. Spalmare con uno strato di marmellata di pesche, versare le mele, l’uvetta sgocciolata e infarinata e infine gli amaretti sbriciolati.
Chiudere l’impasto a rotolo, posizionarlo sulla teglia coperta da carta forno e infornare per 50 minuti circa (fare la prova stecchino).
Nel frattempo lavare, sbucciare e tagliare a pezzetti le mele, mettere a bagno l’uvetta e accendere il forno a 180°. Riprendere l’imasto e stenderlco col mattarello aiutandosi con della farina, fio ad ottenede una sfoglia sottile. Spalmare con uno strato di marmellata di pesche, versare le mele, l’uvetta sgocciolata e infarinata e infine gli amaretti sbriciolati.
Chiudere l’impasto a rotolo, posizionarlo sulla teglia coperta da carta forno e infornare per 50 minuti circa (fare la prova stecchino).












Bellissimo,bellissimo,bellissimotutto,ma bella soprattutto lei la nonna,mani abili che lavorano.Bravissime!!!!
ReplyDeleteChe belle notizie cara Valeria, che magnifico momento della tua vita 🙂
ReplyDeleteTi mando un grosso in bocca al lupo, tienici aggiornati!
Il reportage su tua nonna e il suo *strudel* mi piace molto; l'effetto vintage direi che l'hai ottenuto alla grande (che per caso hai anche virato i colori verso la gamma del blu?), in particolare mi piacciono gli scatti delle mani e della ciotola rossa con le mele.
Bravissima 🙂
Un abbraccio,
wenny
Che bella esperienza ti appresti a vivere. Le foto sono molto belle e anche l'effetto vintage-polaroid è molto bello. Del resto con un soggetto del genere come potevano mai essere brutte le foto? 🙂
ReplyDeleteQueste foto sono altamente evocative. Mettono voglia di tornar indietro con la mente e perdersi nei ricordi. In bocca al lupo per quest'inizio!
ReplyDeleteDora
wow che bella esperienza!!! in bocca al lupo!!!
ReplyDeleteBrava brava brava!!! Davvero complimenti!!!
ReplyDeleteIl soggetto della nonna in cucina lo adoro…. le nonne hanno una capacità speciale di stare in cucina, come dici tu, senza imbarazzarsi, facendo tutto con tanta maestria da imbarazzare chi le guarda… poi la poesia delle mani rugose che lavorano la farina, che stendono l'impasto… è davvero magia!
Bellissimo l'effetto polaroid, davvero azzeccatissimo!! e anche la cucina della nonna…stupenda!!
Un mega in bocca al lupo per il tuo master…. quasi quasi ti invidio un po'! 😉
Spero che ci porterai tanto di quello che imparerai qui nel blog!
Buon divertimento!
le immagini sono splendide come del resto la nonna e la ricetta, mi incuriosisce molto questa tua nuova esperienza spero che pian pianino ci terrai aggiornata!
ReplyDelete…che bello avere ancora una nonna che prepara queste meraviglie…….
ReplyDeleteBravissima la monna e bravissima tu per le foto!
ReplyDeleteCiao, Zu
Complimenti,in bocca al lupo :*
ReplyDeleteIn bocca al lupo!!!!
ReplyDeleteun abbraccio cristina
Che invidia!!!Sai che sono emozionata per te tesoro?!!!Voglio sapere tutto!!!Anche ioooooooo!!!Le foto le adoro letteralmente!!!Vale sono proprio orgogliosa di tutto questo!!!Sei grande e stai crescendo sempre più!!!Un bac io e un grosso in bocca al lupo
ReplyDeleteChissà che emozione stare lì,vero? Vogliamo ereportage, foto e tutto…
ReplyDeletee lo strudel della nonna…chisseneimporta se non è il vero strudel! 😉
Straordinario post, straordinarie foto, straordinarie le nonne!! Ciao Valeria, adoro lo strudel, anche questo!
ReplyDeletemagnifico reportage, bellissime foto, golosissima ricetta! proverò anche io lo strudel fatto così! a presto, Vale
ReplyDeleteUn grande in bocca al lupo per questo nuovo anno, sicuramente denso di belle esperienze…e poi racconatci qualcosa!!
ReplyDelete