Questa ricetta qui fa parte di tutte quelle cose adorabili che la zucca permette di fare. Certo, appena la compro la tendenza è sempre quella di farci la vellutata, o di arrostirla in forno a mò di chips ( da quando le ho scoperte non riesco più a star senza!). Certo, anche nei sughi o nei risotti è la morte sua. Per non parlare dei tortelli, di cui ho fatto un'overdose durante il viaggio appena trascorso.
Quest'anno, il pieno fermento multiculturale, ci ho fatto pure la torta più famosa d'America. Ma prima che la stagione finisse, era il caso di metterne via un po' per quando sarebbe iniziata la crisi di astinenza. E per me, il modo migliore resta sempre la composta.
Il motivo è semplice. La composta è versatile, non troppo dolce, perfetta a colazione, col pane e il burro (magari salato, se vi piace l'idea), coi formaggi, nell'impasto di un pane semidolce, di una brioche, nei muffins e nelle torte, perfino nelle crostate o in mezzo a due biscotti. Insomma, ci si può davvero sbizzarrire.
Mi piaceva l'idea di abbinarla alla vaniglia come esperimento e perché l'avevo già vista in giro nei blog. Questa è la mia versione, senza pectina e con poco zucchero. Il risultato è leggermente più pastoso delle normali marmellate, rustico e simile ad una purea. Intanto me la sono gustata sul pane di segale e pasta acida direttamente dalla Svizzera. Ma non vedo l'ora di cacciarcela in ogni cosa che mi balzerà in mente.

