7 January 2011

Ricotta Banana Bread

Banana bread my way

C'è voglia di leggerezza, in questi giorni post-feste. Ma è anche vero che, dopo l'overdose di zuccheri natalizia e capodannesca, tagliare repentinamente mi ha sempre fatto particolarmente male all'umore e al cervello. Non saprei come spiegare la sensazione, sta di fatto che, paradossalmente o meno, mi ritrovo dopo le feste a faticare più del solito nel rinunciare al dolcetto giornaliero. Che sia una ragione di metabolismo, ormonale o semplicemente psicologica, tutto sommato i panettoni-padori-torroni-cioccolatini-biscottini avanzati, per colazione o col caffé, non mi dispiacciono affatto. Epperò c'è un però: quest'anno a casa ci sono stata per pochissimo tempo, per cui a parte il pranzo di Natale di dolci natalizi non ne ho visto l'ombra (qui a Bra non me ne sono portata, dovevo scegliere tra quelli e i libri se non volevo ci far esplodere la valigia). E così mi ritrovo senza sensi di colpa ma con un vuoto zuccherino rilevante. Che fare? Buttarsi sui panettoni in svendita dopo le feste? Anche, perché no, li adoro. Ma anche farsi qualcosa da sé non guasta. 

Apro la dispensa, il frigo e  il freezer in cerca d'ispirazione, e in quest'ultimo trovo le banane ipermature prese apposta per fare anch'io, prima o poi, lo strafamoso banana bread (assaggiato per la prima volta, tanto per non smentirmi, dalle mani di un compagno di master americano). Cerco la ricetta online e ne trovo di mille varianti --coi mirtilli, le noci, integrali, al cioccolato, golosi, leggeri, vegani ecc. Ardua scelta. Tra i litiganti, nel mio caso, ha vinto la leggerezza. Vuoi per i buoni propositi, vuoi perché gennaio è il mese del ripulisti, vuoi perché tra poco si ricomincerà con feste e study trip vari, ho pensato bene che era meglio scegliere il male minore. Anche perchè non sono capace di mangiarne una fettina al giorno... Ho modificato di su e di giù, tagliato qui e aggiunto lì, finchè la cosa non faceva al caso mio. Risultato: dolce ma non troppo, morbido, perfetto con la marmellata di mirtilli -- o quella che vi pare-- per una colazione coccolosa o col té del pomeriggio. Naturalmente, si può arricchire con frutta secca, mirtilli, marmellata, quel che avete e che vi viene in mente.

Ricotta Banana Bread

300 gr di farina 00
2 uova
100 gr di ricotta vaccina (sostituibile con altrettanto burro o 80 ml di olio di semi)
100 gr di zucchero di canna
2 cucchiaini di lievito istantaneo (baking powder)
3 banane molto mature
150 ml di latte fresco
1 cucchiaino di sale
una bacca di vaniglia

Intanto, preriscaldare il forno a 180°. Poi, lavorare lo zucchero con la ricotta fino ad ottenere una consistenza cremosa ed omogenea, unire un uovo alla volta continuando a sbattere.  Unire le banare, i semi della bacca di vaniglia, infine il latte. Setacciare la farina e il lievito, aggiungere il sale e mescolare. Unire al resto degli ingredienti, mescolare fino a perfetta amalgama. Trasferire in uno stampo da cake leggermente unto con olio (non d'oliva) o imburrato, livellare, infornare per circa un'ora. Fare la classica prova stecchino prima di sfornare, una volta cotto lasciar raffreddare per 10 minuti nello stampo e poi su una gratella.

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Ricotta Banana Bread

300 gr of all-purpose flour
2 eggs
100 gr ricotta 
100 gr light brown sugar
2 tsp baking powder
3 very ripe bananas, mashed
150 ml whole milk
1 tsp fine grain sea salt
1 vanilla pod

Preheat the oven to 375 F. In a large bowl, mix ricotta with sugar until you obtain a smooth cream. Add egg and mix to combine. Add mashed bananas, vanilla seeds and milk. Stir until just combined. In another bowl, whisk together flour, salt and baking powder. Add dry ingredients to wet ingredients and stir until just combined (do not overmix!). Transfer the batter in a greased 9-inch loaf pan and put in the oven. Bake for about 50-55 minutes (check for doneness with a toothpick). When cooked through and golden, remove from the oven and let cool completely before slicing and serving.  


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2 January 2011

London Postcards

Big Ben and Black Taxi


Non sono mai stata particolarmente brava a fare buoni propositi. O meglio, a farli sono bravissima, come pure a non mantenerli. Ma quest'anno, per me, è diverso. Non voglio ripropormi cose del tipo devo mangiare meno pane e andare più in piscina, curarmi le unghie e non rovinarmi la faccia. Ma queste sono le classiche cose che, siccome tutto sommato fanno parte di me, non riesco mai a capovolgere. 

Le cose che invece sento non essere ancora parte di me e che vorrei lo facessero sono altre. Sono legate alla serie di cambiamenti che questo 2011, fin dal suo primo giorno, ha portato e porterà. Dal canto mio, non so dove questo 2011 mi porterà.  So solo che alla fine, non sarò più la stessa, avrò fatto delle scelte decisive e influenti, avrò posato le prime pietre di quel percorso che è la vita vera al di fuori della bolla in cui sto tuttora vivendo. Cadrò molte volte, lo so già, ma è il bello del cammino, e chissà che alla fine non ci si faccia anche una bella risata. 

Voglio essere più sicura, voglio schiarirmi le idee, voglio trovare il mio posto in questo grande caos che è la vita. Voglio stare bene e farmi del bene, far stare bene chi mi circonda e mi vuole bene. Voglio amare e ridere, vivere, vedere, toccare e annusare, imparare. Voglio vivere di passioni forti e di introspezione, di musica e silenzio, di profumi e sapori sempre nuovi. Voglio vivere di curiosità e vedere il mondo. Voglio fare del why not? il mio motto perpetuo. Non voglio perdermi neanche un secondo. E voglio condividerli tutti... O quasi.

Queste le mie riflessioni in questo fine ed inizio anno. Pochi cucinamenti, a dire il vero anche poche mangiate --ma buone. Inizio il 2011 con quasi nessun senso di colpa da ghiottoneria, nessun avanzo, molte domande e qualche risposta. Adesso, nei giorni che mi separano dal nuovo inizio delle lezioni, ho solo voglia di leggerezza a 360°, zuppe , musica e letture. Anche per riposarmi dalla magnifica maratona londinese a suon di saldi e lunghe passeggiate a Covent Garden e Notthing Hill. In un'atmosfera meravigliosamente brumosa e grigia, in perfetto pendant con la città e il mio umore. L'ho adorata. Vi lascio qualche scorcio. 

St James Park

Umbrella&trench in Buckingham Square

Tower Bridge
St Paul
london
portobello market
All the classics

Che il 2011 sia un anno pieno d'ispirazione e di passioni. Cheers!


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