Sull'onda dei festeggiamenti in stile made in US, ieri, con un giorno di ritardo per motivi logistici e di tempo, abbiamo festeggiato il Thanksgiving -- aka ringraziamento. Per questi ragazzi, che tra l'altro costituiscono la maggioranza assoluta all'interno del nostro gruppo, è la festa più importante dell'anno, molto di più del Natale o qualsiasi altra cosa -- per capirlo, basta vedere la sezione del New York Times dedicata.
Mi sono fatta raccontare un po' come funziona la cosa, le tradizioni ecc. La festa deriva da un episodio del passato, quando i pellegrini, affamati alo strenuo delle forze, sono stati aiutati e nutriti dai nativi americani -- fa niente che poi ne abbiano fatto piazza pulita, vabbè, soprassediamo. Da qui il valore del cibo come protagonista della festa, un cibo abbondante e da condividere, rigorosamente seduti alla stessa tavola. Mi ha colpito questa cosa, questo sottolineare l'importanza del sedersi, per una volta, mentre si mangia, quando di solito sembra che non importi molto il dove o il come si consuma un pasto. A me è toccato portare le sedie da casa per questa ragione, ma questa è un'altra storia :)
Ma cosa si mangia per il Thanksgiving? Beh, prima di tuttto il tacchino. Poi, lo stuffung, ovvero il ripieno e contorno del tacchino, che ognuno fa a modo suo, con il comun denominatore del pane secco bagnato dei succhi della carne (del tacchino, o del brodo fatto a parte), con salvia, salsiccia, funghi, castagne, sedano e chi più ne ha più ne metta. Poi i contorni: cavoletti di bruxelles, mashed potatos (purè di patate con la buccia e un quintale di burro), il gravy (la salsa bruna della carne), la salsa ai cranberries ecc. Per finire, il classico dei classici: la pie. Che, in ordine di celebrità, vede al primo posto la pumpkin pie, poi la pecan pie, poi la sweet potato pie ed infine l'apple pie.
Io che sono stata nominata fornaia del gruppo, cosa potevo fare se non la regina delle torte del ringraziamento? Eh vabbè, era un po' scontato!
Per farla, ho seguito la ricetta della celeberrima ed impeccabile Martha Stewart, che a quanto pare tutti gli americani miei compagni seguono ciecamente quando si tratta di piatti tradizionali.
Ho dovuto fare alcune modifiche dovute al fatto che non avevo né la zucca giusta, né il mixer e nemmeno il latte evaporato -- che a dirla tutta non so nemmeno cos'è! Ma seppur non bella come quelle dei telefilm (c'è sempre la puntata sul Thanksgiving nei telefilm!) il gusto era davvero niente male. Almeno, così m'han detto quelli che se ne intendono...:) Le dosi si intendono per una teglia di 23-26 cm.
Pasta Brisée (pie crust):
- 225 grammi di burro (o metà burro e metà strutto, io ho fatto così)
- 475 gr di farina 00
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino di zucchero
- acqua ghiacciata
Mescolare farina, sale e zucchero in un mixer, per chi ce l'ha, o in una ciotola per chi come me è alle prese col kit di sopravvivenza. Aggiungere il burro freddo a pezzi (o il lardo). Amalgamare fino ad otenere delle grosse briciole. A questo punto, unire l'acqua ghiacciata un cucchiaio alla volta finché la consistenza della pasta non vi permette di farne una palla (non lavorate troppo l'impasto sennò si scalda e non va bene!). Avvolgere la palla nella pellicola e farla riposare in frigo per un ora.
Purea di zucca:
- 1 kg di zucca
Tagliare a cubotti la zucca e arrostirla in forno a 180° finche non è tenera tenera. Frullarla nel mixer fino ad ottenere una purea.
Ripieno:
- 3 uova leggermente sbattute
- 220 gr di zucchero di canna
- 2 cucchiai di amido di mais
- 1 cucchiaino di zenzero tritato fresco
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano tritati
- 500 gr di purea di zucca
- 1/2 cucchiaino di sale
- 120 ml di latte intero o evaporato o panna (io non ho messo nulla perché era già parecchio liquida!)
Mescolare nell'ordine lo zucchero con le spezie e il sale, quindi la purea di zucca, poi le uova ed infine il latte.
Assemblaggio:
Preriscaldare il forno a 200°. Stendere la pasta su un foglio di carta forno assicurandosi che il diametro permetta di ripiegare poi i bordi. Trasferirla nella teglia. Versare il composto di zucca, riprendere i bordi con un motivo a pieghette -- se ci riuscite, io con la teglia che avevo me lo son sognata -- infornare. Cuocere 10 minuti a 200° e poi altri 30-40 minuti a 180°, almeno finché il ripieno sia bello sodo. Se la crosta tende a bruciarsi, coprire con dell'alluminio.
Sfornare e lasciar raffreddare. Si sposa benissimo con un ciuffetto di panna :)
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