November 24, 2010

Faces of Terra Madre

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A mente calda, avrei scritto un flusso di coscienza senza fine di emozioni, profumi, colori, ispirazioni che mi hanno invasa per quattro giornate di fine ottobre. Invece, è successo che mi è morto il computer e ho dovuto posticipare per cause di forza maggiore. Rimmettere le mani alle foto un mese più tardi mi trasmette un'agrodolce sensazione di malinconia, ma l'infusione di energia che ne traggo ha, nonostante tutto, la maggiore. 

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Giorni lunghi e intensi di preparativi, meeting e sbroccature varie. Fino a che, una volta seduti su uno dei seggiolini del Palaisozaki, tutta la tensione se ne andava in un sorrisone a metà tra compiacimento ed emozione. L'emozione di partecipare ad un evento del genere, e di farlo attivamente, è un regalo intangibile che rimane indelebile. 

Durante i tre giorni, il nostro team di giovani si è diviso tra Terra Madre e il Salone del Gusto, a ciascuno le proprie mansioni. Alcuni studenti hanno organizzato dei Laboratori del Gusto che nulla avevano da invidiare a quelli ufficiali. Altri si sono fatti il mazzo al front desk dell'Università dentro il padiglione del Lingotto. Mentre noi dello Youth Food Movement siamo rimasti quasi sempre all'Oval -- che è sempre lì al Lingotto, ed è dove c'era Terra Madre, appunto.

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Tra fotografie, report, conferenze e interviste. Una corsa infinita, e nel correre, ci si rendeva conto che si sfrecciava tra un arcobaleno di colori, tra delegati da tutto il mondo, con i loro abiti tradizionali e le loro bancarelle alla buona piazzate sul pavimento, ricoperte di ogni ben di questa terra.

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Ho scattato un milione di foto, fermavo chiunque. A pranzo, alla mensa, attaccavo bottone con tutti, idem alle conferenze. Poche volte ci si sente così spontanei, vicini, curiosi. Ho collezionato migliaia di biglietti da visita, cartoline di Kyoto, salatini giapponesi; ho bevuto le birre statunitensi, mangiato mele biodiverse. Ho urlato durante le conferenze, saltato, battuto mani e piedi, e condiviso un entusiasmo mai visto. Ho guardato i miei compagni made in US commuoversi al meeting dei produttori americani, e io con loro.  Ho visto giovani da tutto il mondo crederci e riuscire, chi più chi meno, chi nel nord chi nel sud del mondo, tutti ugualmente orgogliosi di essere lì a mostrare a tutti i loro traguardi raggiunti.
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Un po' di questi volti, di questi colori sono qui. Molti altri li troverete nel progetto comune del team fotografia di Terra Madre, Tasty Lives, che verrà pubblicato nella prossima rivista Slow. E questo non è che un piccolo assaggio del gusto del mondo.



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November 21, 2010

Speedy vintage apple cake

torta di mele


Uno dei vantaggi dell'essere immersi in un clima multiculturale e internazionale seppur vivendo nella provincialissima Bra è quello di sentirsi un po' turisti a casa propria, con tutte le nuove esperienze del caso. Tanto per dare un'idea, si festeggia il Thanksgiving, l'indipendenza del Messico, il rito dei morti sudamericano, la tal festa cinese ecc. Tutti, indipendentemente dall'origine, e il motivo mi pare chiaro: primo, pur sempre di festa si parla -- e come dir di no a cibo delizioso sempre diverso? :D -- e secondo perché il bello sta proprio nel mescolarsi e nel mettersi tutti, a turno, nei panni dell'altro, se non altro per capire un po' di più della sua cultura attraverso i suoi rituali, ricorrenze e il suo cibo. 
Per la prima volta sono stata invitata ad un baby shower. E se da adolescente non mi fossi rimpinzata di telefilm americani tipo Gilmore Girls, probabilmente non avrei nemmeno vagamente intuito di cosa mi si stesse parlando. In effetti, qui in Italia baby shower non se ne fanno proprio -- così come negli States solo i familiari strettissimi visitano la neo-mamma in ospedale, il che mi sembra decisamente più sensato, ma tant'è. Il baby shower non sarebbe altro che una festa in onore dei futuri genitori e bambino in cui amici e parenti sono invitati a partecipare portando regali per in nascituro. 
Noi neo-gastronomi -- sia mai che ci smentiamo! -- abbiamo giustamente pensato di organizzare una cena luculliana a sopresa per la mamma. Il tema, il cibo dell'infanzia, quello preferito, il primo che ci viene in mente quando pensiamo a noi da nanerottoli già parecchio golosi. Sicurissima al cento per cento che mangerò talmente tante cose buone da esplodere e sarà, ancora una volta, un'esperienza super-arricchente in tutti i sensi, io non ho avuto dubbi su cosa preparare. 

Quando penso a me da piccola, a quello che più mi piaceva, specialmente in giornate autunnali come quelle che si vedono da un po' di tempo a questa parte, penso alla torta di mele di mia nonna. Niente false romanticherie, e nemmeno bugie, la ricetta originale non ce l'ho. Però ho provato questa, super veloce e a prova sicura se si ha fretta (quella sempre!!) e non si ha lo sbattitore per le uova come la sottoscritta (ah, vita da studente itinerante! :D). Per l'occasione, essendo che l'evento è made in USA, la ricetta la metto in English che male non fa.

Speedy vintage apple cake

Ingredients:

315 gr flour

3 teaspoons baking powder

90 gr white sugar

2 eggs

125 ml milk and 125 ml yougurt (or 250 ml buttermilk)

60 gr melted butter

cinnamon powder
2 medium Golden apples

2 tablespoons brown sugar

Mix flour and baking powder, add sugar and cinnamon.  Beat gently eggs by hand until foamy and light, add milk mixed with yogurt (or buttermilk) and butter. Mix powders and liquids together. Slice and peel apples. Butter a mould of 24 cm, transfer the batter, cover with apple slices, dust the surface with brown sugar. Bake for 40 minutes at 180°C -- preheat the oven and do the toothpick test before taking out the cake. Cool it before serving.

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