October 22, 2010

Mix di verdure al forno


Continuiamo pure con la rubrica Perché complicarsi la vita? e lanciamoci in questa ennesima non-ricetta. Il misto di verdure al forno più sembrare la cosa più scontata e facile del mondo, ma in realtà non è così facile e nemmeno così scontata, in primis perché dipende dalle verdure che si usano, e il bello sta proprio nel creare mille mix diversi, poi anche dal condimento, che può essere più o meno leggero, più o meno speziato. Insomma, è una di quelle cose che mi piacciono sempre, in ogni stagione (appunto, usando le verdure di stagione :D), e che mi salva sempre la cena all'ultimo minuto quando in casa non c'è niente di niente e non ho voglia di fare la spesa o di farmi la pasta all'olio. Oppure per imbastire un contorno gustoso in accompagnamento ad un pollo o per completare un pasto dopo una bella zuppa. In questo caso, dato che non è passato molto tempo, l'ispirazione è decisamente alla Francia.

Mix di verdure al forno

Ingredienti:
- 4 patate belle grosse 
- 5 carote
- 4 cipolle rosse
- olio evo
- sale e pepe macinati freschi
- erbe di provenza

Lavare, tagliare sbucciarle tutte le verdure tranne le patate. Metterle in una pirofila rettangolare bella ampia, cospargere di olio a filo uniformemente, macinare sale, pepe e erbe di provenza e infornare a 200° per 30-40 minuti. Nel frattempo rilassatevi al pensiero che la cena per una volta si sta cucinando da sola per voi :)

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October 19, 2010

Arroz con leche e un compleanno



Finalmente si torna a postare qualche foto di cucinamenti. Niente di elaborato, per carità, ma comunque moooolto coccoloso, perfetto ancora tiepido per una colazione autunnale. La curiosità mi è venuta durante l'organizzazione di una cena messicana a casa di una nostra compagna. A me era stato assegnato il dessert e non avendo la più pallida idea di quale potesse essere un dolce messicano, mi è stato appioppato all'istante il classico dei classici (secondo lei, e non ho osato discutere) arroz con leche. E si da il caso che, appena a casa, abbia scoperto che altro non è che risolatte, o rice pudding, che dir si voglia. E fu così che scoprii come il risolatte dia un dessert inter- e trans-culturale, sviluppato da tutte le civiltà di tutti i secoli, secondo diverse declinazioni, ma con un comun denominatore nell'accoppiata riso+latte, appunto. Alla messicana si fa aggiungendo cannella e buccia di limone e, se si vuole, pure una bella manciata di uvetta. Io l'ho fatto così.

 Arroz con leche

Ingredienti:
- 200 gr di riso tondo
- 1 lt di latte fresco
- 100 gr di zucchero bianco
- 1 stecca di cannella
- 1 buccia limone grattugiata
- cannella in povere

Portare a bollore il latte con la buccia di limone e la stecca di cannella, quindi aggiungere il riso e lo zucchero. Cuocere mescolando per 30 minuti, aggiungendo altro latte se troppo denso, fino ad ottenere una consistenza cremosa. Togliere la stecca di cannella e lasciar intiepidire o raffreddare, a seconda della temperatura esterna :)

Con questo mi concedo un mini festeggiamento... Oggi sono 23 autunni anche per me :)

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October 18, 2010

Eat-in: come mangiare in duecento cucinando due ore


Latitanza smisurata in queste settimane, il tutto per organizzare quell'enorme e meraviglioso evento che sarà il Salone del Gusto e Terra Madre. Beh, al primo più che altro ci prenderò parte, con tre laboratori tra cui uno con un Povero Diavolo, uno con le birre della catalogna, e uno con il binomio Mulino Marino+ Bonci :) E a dirla tutta, non vedo l'ora di andare parimenti a tutti e tre!

Nel frattempo gli incontri per delineare gli ultimi dettagli di Terra Madre si moltiplicano a macchia d'olio e si sovrappongono, aumentando la tensione e l'entusiamo per quel che accadrà in quei frenetici e spensierari 4 giorni di scambi, convegni, chiacchiere più o meno leggere, più o meno fondamentali. E lì, oltre a questo, si giocherà anche molto di quel che viene dopo, per il futuro del cibo e forse, forse, anche per il mio, di futuro. Inutile fare tanti pronostici, ci sarà di che giocare :) E io che non mi sono fatta sfuggire né il team comunicazione né quello fotografia, sarò pronta a mettere in tavola tutte le risorse che ho per contribuire, nel mio piccolo, a far sì che questo evento riesca e, da parte mia, per vedere se anche i mulini a vento, a volte, si lasciano battere.

OK, finita la pantomima. Parliamo di cibo :) Perché si da il caso che in queste settimane si sia anche mangiato qualcosa, così, en passant. Tra cene e feste di ogni tipo e genere, la maratona mangereccia made in UNISG continua più pimpante che mai. Tra le varie cose che organizzate per l'inizio del nuovo anno accademico e l'accoglienza dei nuovi studenti, c'è stato l'Eat-in, che in pratica consiste nel fare da ciceroni gastronomici ai ragazzi del primo anno e nel condividere poi una cena collettiva all'aperto con tutto quello che tutti hanno cucinato. Che detta così può sembrare niente di che, ma in realtà è stato meraviglioso e molto emozionante, specie la sera, con quella tavolata immensa sotto il mercato coperto di Bra, la più lunga che abbia mai visto, e tutto quel bendiddidio e quel pastiche di sapori da tutto il mondo. Memorabile. Oltre agli studenti del primo anno e noi, i grandi (ha!) c'erano anche i produttori che hanno gentilmente offerto alcuni dei loro prodotti, e, surprise surprise, alla fine è arrivato anche lui, Carlin :P Una delle persone più carismatiche e allo stesso tempo alla mano che abbia mai avuto il piacere di incontrare e conoscere finora.





Beh, ma che si è mangiato, quindi? Posso solo dirvi cosa abbiamo preparato noi -- la quadra composta da Jesse, Luca, me medesima più due freshgirls. Dopo aver pianificato la spesa al mercato della frutta e della verdura, da Giolito (il formaggiaio migliore del mondo, quello che organizza Cheese ogni due anni, per dire :D), al negozio di spezie per cous cous e cannella, il menu finale è stato: quiche con porri, patate e chèvre fresco, peperoni di Carmagnola ripiedi di cous cous alla zucca, provola e rosmarino e il mio collaudato clafoutis di pesche speziate versione macro.



Peperoni di Carmagnola ripiedi di cous cous alla zucca, provola e rosmarino
Ingredienti:
- 1 kg cous cous rapido
- 8 peperoni (gialli e rossi)
- 1 kg di zucca
- 300 gr provola affumicata
- due rametti di rosmarino
- 100 gr di nocciole tritate
- 2 spicchi d'aglio
- olio evo, sale, pepe q.b

Preriscaldare il forno a 200°C. Tagliare la zucca a cubetti e saltarla in una padella dove avrete fatto scaldare due cucchiai di olio evo con aglio e rosmarino. Cuocere a fiamma vivace per 7-8 minuti, salare e pepare. Tagliare la calotta dei peperoni e metterla da parte, svuotare i medesimi dai semini e vaporizzarli con olio all'interno, quindi un pizzico di sale e una macinata di pepe ciascuno. Cuocere il cous cous rapido con il classico metodo poca acqua bollente salata + cous cous + due minuti di riposo coperto lontano dal fuoco+ sgranare con la forchetta + rimescolare sul fuoco con un po' d'olio. Aggiungere la zucca e la provola tagliata a dadini, infine le nocciole tritate. Aggiustare di sale e a limite aggiungere ancora un po' d'olio. Riempire i pepereroni con il cous cous, chiudere con le calotte e cuocere sulla placca del forno per 20-25 minuti.

Quiche patate, porri e chèvre

Ingredienti:
- un rotolo di pasta sfoglia (che vi credevate che facevo anche quella?? :D)
- 3 porri
- 5 patate medie
- 2 chèvre freschi (quelli morbidi)
- 2 uova
- un goccio di latte
- sale, pepe e olio q.b.

Accendere il forno a 200° C (noi ce l'avevamo già caldo da prima, ha :D). Lavare patate e porri e tagliare tutto a rondelle/fettine sottili. Scaldare un filo d'olio in padella e far saltare prima le patate e dopo 5-6 minuti anche i porri, per altri 5 -6 minuti, sale pepe e via. Mescolare lo chèvre con due uova e aggiungere un po' di latte finché non si otterrà una consistenza cremosa ma un po' liquida, perfetta da cospargere sopra le verdure come legante. Srotolare magicamente la pasta sfoglia su una teglia rotonda, riempire con i porri, quindi con le patate, infine versare sopra il composto formaggioso. Chiudere i bordi e infornare per 30 minuti (controllare il fondo che le patate fanno brutti scherzi!

Apparentemente il tutto è stato gradito, abbiamo portato a casa le teglie pulite. Io non sono riuscita a mangiare nulla di quel che abbiamo preparato ma in compenso ho assaggiato tante di quelle leccornie preparate dal resto della ciurma che, a dirla tutta, non ho sentito la mancanza dei nostri cucinamenti :)




L'eat-in si ripeterà in grande stile durante Terra Madre, con tutta la Youth coinvolta e una squadra di 50 cuichi di tutte le età a dirigerli. Sorprendente come cose del genere, condividere cibo con più persone possibili, ti faccia sentire parte di qualcosa. Io non mangerò ma sarò lì a fare foto a tutto spiano. Ne vedrete delle belle, promesso :)







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October 11, 2010

France part 3 - tra Baune e Dijon



Chiedo venia per questo prolungamento dei tempi del reportage francese, è che a mettere a posto tutte le foto ci è voluta davvero un'eternità e la pazienza di Giobbe combinate insieme.
Dove eravamo rimasti? Ah si, dopo Lione e dintorni e lo speciale vini e formaggi, è finalmente giunto il turno della deliziosa Dijon, deliziosa in tutti i sensi estetico-palatali che si possano immaginare. Un bon bon di cittadina dal cuore morbido e antico e dal guscio moderno, con tocchi di design abbinati alle facciate con le famose grate di legno tipiche di quella zona della Francia, come anche dell'Alsazia, per dire. Diversamente piacevole rispetto a Lyon, molto più contenuta eppure vitale, con tutto quello che serve per non farci mancare quel che è considerato il paradiso francese dei foodies. Anzi, vi dirò, tutto sommato la preferisco anche :)

Non solo senape, dunque. Certo, pure senape, e pure tanta: prima fra tutte, Maille, dove ho fatto letteralmente razzia e dove si perde la testa nello scegliere tra i millemila gusti di senape aromatizzata, aceti e salsine varie. Io non mi sono potuta far scappare l'aceto di lamponi (una cosa che mi sa di Francia più del burro demi-sel) la senape al cassis, quella all'antica, all'estragon eee... Ehm, non mi ricordo, ne ho prese troppe! Ma degna di nota è pure Fallot, a Baune, dove siamo andati a visitare il plant di produzione: anche lì, un miliardo di gusti, seppur meno di Maille. Qui la senape, almeno quella classica, viene fatta ancora alla vecchia maniera, 5 ingredienti, macinatura meccanica, esaltazione del terroir. Interessante e parecchio forte quella al Pain d'epice, ma sconsigliata ai palati delicati!


Oh, già che si parla di Baune, meglio spendere due paroline anche su questa carinissima città: il centro storico è davvero notevole, bella la piazza principale con la svettante cattedrale, belli i palazzi limitrofi, deliziosi ristorantini e un negozio di libri di cucina-accessori-mappe golose ecc. (da cui il mio nuovo libro, eheh) da togliere il fiato. Abbiamo pranzato in un posto molto carino, con insalata di chèvre chaud e con un magret de canard all'aceto di lamponi e verdure molto buono ed equilibrato, piacevole e curato. C'è chi non ha rinunciato anche al dessert, io non ho osato dopo quasi una settimana di full immersion mangereccia, ma a quanto pare la crème brulée non era niente male (e se lo dice Amélie che romperne la crosticina fa parte della gratest list dei piaceri della vita...:D)


Sempre vicino a Baune, precisamente a Lusigny-sur-Ouch (che, per inciso, è un paesetto delizioso), abbiamo fatto una capatina alla Ferme des Levées, un'azienda agricola che alleva maiali in maniera naturale, letteralmente allo stato brado, con un'alimentazione fatta praticamente solo di quel che si può trovare in un campo d'erba incolto. Mai visto dei maiali più felici di quelli in vita mia. E visti poche volte, pure, dei bambini altrettanto felici, liberi e vivaci, cresciuti a contatto con la natura in modo sano e genuino. Che poi una volta cresciuti manifesteranno esigenze diverse dal correre in bicicletta a tutta velocità è altra storia, ma intanto...


L'azienda alleva questi maiali e poi usa la carne  per realizzare manufatti prodotti in casa, venduti direttamente in loco o al mercato di Digione: rillettes, jambon persilles, paté de campagne, paté en croute, terrine alla senape ecc. ecc. E per nostra immeeeeeeensa sfortuna, abbiamo dovuto assagiare tutti i loro prodotti, insieme ad un pane così fresco e croccante da commuovere, e ad un'insalata condita magistralmente con una vinaigrette alla senape. E tanto perché non era abbastanza, il gran finale è stato una vasca di fromage blanc (il più fresco, il vincitore tra tutti quelli mangiati durante la settimana) accompagnato da una ciotola di crème fraiche così dolce e goduriosa che me la ricorderò a vita. Se passate di lì, ve lo consiglio col cuore, andateci, e anche se non ci passate, fate una deviazione, non ve ne pentirete!


Ritornando a Dijon, alcuni tip per cenare in città: premesso che c'è davvero un'offerta valida di locali tra brasseries, ristoranti ed épiceries, sicuramente merita il  DZ'Envies, ristorante con cucina fusion-ricercata senza lazzi e fronzoli, ambiente moderno e piacevole, prezzi davvero onesti (si cena con un menu degustazione a 30 euro) . Personalmente, ho amato in particolare l'Imprimerie Concorde, il clima è eccezionale, si mangia letteralmente circondati da libri in un ambiente ampio e luminoso, per pranzo o per cene spicce (si mangiano insalate, primi, crèpes, carne alla brace e patatine , fatte in casa, ça va sans dire!). Menzione speciale all'Epicerie et Cie, un locale meraviglioso, con muri di pietra, luci soffuse, clima vivace e disimpegnato, e un bancone con appesi salumi e formaggi. Cucina tradizionale e/o rivisitata, ma sempre a partire da ingredienti e ricette tipiche digionesi: dalla soupe aux escargot alla casse-croute, un decadentissimo panino imbottito di manzo alle cipolle caramellate e fois gras accompagnato da patatine maison fritte nel grasso d'anatra (che detto così sempra disgustoso ma fidatevi, avreste dovuto vedere le facce di chi l'ha presa! :D). Io ho scelto il pesce ed era ottimo pure quello , con la mia fedele blanche, poi, ancora meglio (non ne potevo più di vino dopo tutto quello Chablis, eheh!).
Come cene collettive, siamo stati guidati una prima sera al  Restaurant Le Rousseau, dove cucina del territorio significa comprare tutti gli ingredienti al mercato locale. Una cena piacevole e quasi vegetariana, fatta eccezione per l'éntrée - un fois gras de poulet che non era male per niente. Buono anche il dessert, un gelato di pain d'épices con una salsa alla vaniglia e lamponi.  Il rapporto qualità-prezzo non è niente male, se si pensa che il menu parte da 19 europei per tre portate. 

Credit: Jesse Dart

L'ultima sera, invece, è stata la volta del Ristorante Le Chabrot, anche qui, niente male senza troppi entusiasmi, anche se devo dire che le uova ponchée col fondo bruno del successivo piatto principale, ovvero il famigerato boeuf bourguignon, e funghi erano proprio buone, e pure il suddetto manzo era buono, tenero, e perfettamente accompagnato da un confortantissimo e delizioso puré pieno zeppo di burro (ecchissenefrega!). Il dolce è stata una piacevole sorpresa, pere al vino con briciole speziate, rinfrescante ed equilibrato. E per non farsi mancare niente, ci siamo presi pure una flute di Champangne, tié!:)

Per concludere in bellezza, vi lascio con qualche immagine di Les Halles, il mercato coperto cittadino, una festa per i gastrofanatici alla ricerca dell'ingrediente segreto e per i golosi di natura. Ci troverete pane fresco, biologico e non, di ogni genere e tipo, mieli, propoli, composte, carne, pesce, prodotti caseari di qualità stupefacente (gli yogurt e il burro che ho preso non hanno pari!), nonché, ovviamente, frutta e verdura spettacolare -- perfino rabarbaro, batate, zucchine gialle, melanzane bianche, rape nere. Insomma tutto quello che fa strabuzzare gli occhi ad un foodblogger :D Enjoy. 


A presto con le puntate di Terra Madre/ Salone del Gusto e, se ci scappa, con qualche cucinamento.
 

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