August 2, 2010

Venezia



Sarà anche un luogo comune, ma a Venezia scopro sempre angoli nuovi ogni volta che ci torno. Pur vivendoci a due passi, ad esempio, non ero mai stata nel celeberrimo ghetto protagonista di tante tragedie vere o verosimili, il più antico del mondo e in cui lo stesso nome (dal veneto gèto = getto, essendo stato costruito in luogo di una fonderia di metalli, ndr) è stato coniato e poi esportato. 



Ci ho scoperto un luogo dall'aura solenne, un mondo a sé, quasi atemporale, irreale. Edifici alti fino a sette-otto piani a testimoniare uno spazio che mancava e si cercava verso l'unico lato libero da sbarre, così atipici per Venezia da spiccare come campanili. E poi la quiete, nessuna comitiva di turisti in giro per le piazzette, tavolini occupati a sprazzi, calli sgombre, silenzi. Di una bellezza commovente, uguale e contraria a quella degli altri angoli della città, tristemente rovinati da quella che è la sua fortuna e rovina: la folla. 




Com'è triste Venezia d'estate. Lungi da me fare il lamento dell'autoctono contro i turisti, è innegabile quanto il caldo e la massa tolga al fascino decadente della città. E non sono certo io (per quanto l'esempio non possa piacere) a dover dire che il bello di Venezia è il suo aspetto magicamente romantico e in rovina, languido, malinconico e al contempo misterioso. E tutto ciò, assaporato nella giusta stagione, l'autunno, cancella paradossalmente ogni tristezza e le regals lo splendore decadente che tanto le dona e la rende bella. 



Ma io dovevo far da guida a due compagne di studi, e se vieni dagli Stati Uniti e quella è forse l'unica occasione che hai per andarci, beh, non è il caso di far gli schizzinosi :)
Un po' lungo la via maestra (Rialto, S. Marco, l'Accademia, i Frari, la Fenice, Ca' Foscari) e un po' perdendoci tra le calli, siamo riuscite a vedere il giusto e a goderci il buono della città, con meritate soste per ristorarci con qualche specialità locale. 



A pranzo abbiamo optato per i cichèti di un'osteria tipica al mercato di Rialto, in piena zona rossa eppure mimetizzata quel tanto che basta a non essere sovraffollata. Ottima per un bicchiere di vino o un aperitivo coi famosi stuzzichini veneziani di pesce (deliziosi!), ma anche per un pranzo o una cena vera e propria, con tanti piatti eleganti tipici o meno, serviti dentro o, nella bella stagione, nella splendida terrazza retrostante che dà sul canale. In zona ci sono comunque molti altri locali buoni e giusti :D



Per l'aperitivo siamo andate sicure Al Mercà, piazza Bella Vienna (sempre zona mercato di Rialto), dove si sta in piedi e si chiacchiera sorseggiando uno spritz o un bicchiere di vino con una polpettina o un paninetto col baccalà, il tutto a prezzi da veneziani autoctoni (leggi 2-3 euri :D). Qui, stagione permettendo, si corre il rischio di fare piacevolmente molto tardi e di fare più e più giri, non ci accorge del tempo che passa tanto è piacevole l'atmosfera. E nel caso si soffrisse di un improvviso cedimento di gambe, nessuno vi occhieggerà storto se vi sedete per terra con le gambe all'indiana, l'ho fatto, posso testimoniare :D



Nel caso si abbia ancora fame, qui e qui c'è di che sbizzarrirsi con le idee. Noi siamo andate Al Portego e mangiato cichèti misti e baccalà per una cifra più che ragionevole. Il tutto per sfatare il mito che "a Venezia si mangia male e costa caro e quindi meglio il McDonald's", ecco :D 
La prossima volta che ci torno, ovvero tra due settimane quando dovrò portarci la prossima tornata di compagni internazionali di master, farò in modo di dirottarli su altri locali così un po' alla volta li provo tutti e vi faccio sapere :)




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