May 30, 2010

Primo weekend in langa: Alba


Sul come trascorrere il weekend nelle Langhe c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ci sono talmente tante cose da vedere, provare, gustare, imparare, che una vita e mezza potrebbe non bastare. Nonostante già l'estate scorsa avessimo battuto questa terra meravigliosa in lungo e in largo, l'avevamo fatto pur sempre da "stranieri", e nel desiderio di vedere tutto molto l'avevamo perso per strada. E per molto intendo soprattutto molti locali storici, cantine, locande, caffé, pasticcerie e i relativi prodotti. 
Abbiamo ripreso dall'ABC, come si suol dire, e come primo sabato libero siamo tornati ad Alba, dove tra l'altro è in corso l'Alba Music Festival e il Jazz Festival. Ci siamo goduti un po' di jazz in Piazza S.Giovanni prima di andare a ripararci dalla calura da Golosi di Salute, la pasticceria di Luca Montersino in Piazza Rossetto. C'è davvero di tutto, dai té/infusi anche da portar via, ai succhi home-made (anche quelli si possono aquistare e portare a casa), dal gelato alla pasticceria secca, dai dolci ai mignons, il tutto fatto con estrema attenzione per gli ingredienti, la corretta alimentazione, e con una vasta offerta per chi soffre di intolleranze. Si può anche prendere un aperitivo o un calice di vino, volendo, anche se direi che è un po' uno spreco essendo "specializzato" in pasticceria. Noi abbiamo preso un soffy coffy, una mousse delicatissima fredda al caffé, con dei biscottini secchi (meliga, riso, nocciole). Una buona pausa davvero. La prossima volta proverò la panna cotta :D

Più tardi ci siamo incontrati con un amico albese del mio ragazzo e con lui ci siamo fermati a prendere un aperitivo. Cosa prendere, se non un buon calice di vino ? Vada per un Nebbiolo di Luciano Sandrone 07, servito con un piatto di goloserie salate.


Due chiacchiere prima di andare a cena in un posto dalla location molto suggestiva a Serralunga d'Alba, La Rosa dei Vini, agriturismo con cucina tipica, buona senza troppe pretese: come antipasti si va dal vitello tonnato all'insalatina di gallinella, capunet, carpaccio, tra i primi ovviamente tajarin, plin, risotto, coniglio all'arnes, filetto di vitello, stinco per i secondi, poi selezioni di formaggi vaccini o caprini serviti con cugnà. Infine i dolci: panna cotta, torta di nocciole, zabaione, mousse alle nocciole o sorbetti. Per me, insalatina di gallinella al balsamico e coniglio all'arneis (più un'entrée offerta con pancetta e friciule). Ho particolarmente apprezzato il coniglio, morbido e saporito. Buona la carta dei vini (noi abbiamo scelto due bottiglie di Nebbiolo di Grasso, non male! :D).

Per chiudere la serata in bellezza, siamo andati fino a Monforte d'Alba (un posto MA-GNI-FI-CO che avevamo visto solo di giorno, ma che di sera dà davvero il meglio di sé) alla locanda Le case della Saracca, una sere di case antiche preservate da fuori e anche dentro, ma completemente restaurate da mani sicuramente esperte e capaci. Il posto è splendido! Si può andare per bere dell'ottimo vino o anche per passare la notte (specie se in due, l'effetto romanticismo sarà assicurato). Consiglio vivamente di andarci e di andarci in 4-5 almeno, perché se il servizio al calice non è volto vasto, le bottiglie in carta sono centinaia e alcune decisamente notevoli. Noi abbiamo stappato un Monprà 2007, un asseblaggio (uve di diversi vitigni) di Conterno e Fantino, 15 % perfettamente equilibrato. E insieme ci sono state portate stuzziccherie di ogni genere (olive deliziose, friciule, frittata di borragine ecc).
 Ecco, un sacco di cose segnate nel libricino dei tesori del Piemonte. Quel che posso dire è che, senza sapere nulla, nel mare del'offerta comunque di qualità che si trova da queste parti, si richia davvero di perdersi o di non andare dritto a segno. Invece uscendo con chi è del luogo e che certi nomi, etichette, luoghi, li sente e li vede già da un po', per cui sa anche scegliere e consigliare da conoscitore vero, è tutta un'altra cosa. Bellissima serata. Appuntamento al prossimo weekend! :P


P.S: il mio obiettivo ha ancora qualche problemino...L'ho rimandato di nuovo su a Torino con Manuel. Quindi, eccetto le foto scattate ieri, ancora per un po' non riuscirò a farne...Sono arrabbiatissima, ma comunque speriamo sia l'ultima volta.

May 27, 2010

Petrini e Domori

Le cose iniziano piano piano a delinearsi. Inizio a conoscere le mie coinquiline e il resto degli studenti del master. Inizio a capire come funziona la logistica e a regolarmi di conseguenza. Il gruppo è piuttosto variegato, seppur con una prepotente presenza dalla zona di S.Fransisco (4 o 5, non ricordo). I maschi sono solo 5, un finlandese, un filippino, un aretino, un californiano e un ragazzo di St. Louis. Poi, appunto, le californiane, una ragazza dalla Virginia, una da Seattle, una dal Maine, una di Chicago con genitori cinesi cantonesi nati in Vietnam (mia coinquilina) una da Boston, due canadesi di Vancouver e Montreal (quest'ultima, mia coinquilina, con parenti a Parigi e il parde caraibico), una di Malta, una dalle Bahamas, una tailandese, un'australiana, una ecuadoregna, una messicana, una svizzera. E me. 
Il primo giorno c'è stata la presentazione generale del master, del personale. Ci hanno fatto fare il tour, e abbiamo provato la mensa. Definirla mensa potrebbe, comunque, sembrare fuorviante, essendo un ristorante a tutti gli effetti. No, non è Guido. Però non mi aspettavo tanto comunque. Il pranzo è sempre delizioso e non ho dubbi sul fatto che continuerò ad andare in mensa per il resto dell'anno (avevamo una settimana per "testare" la mensa e poi decidere). In realtà, mi sto rendendo sempre più conto che non ho né modo né tempo per cucinare durante la settimana. torno a casa parecchio stanca e nemmeno tanto affamata, con la sola voglia di rilassarmi e leggere qualcosa. La mia cucina serale sta diventando sempre più basic, eliminati gli sfornamenti per cause di forza maggiore (vedi mini-forno), tempo, calura, via libera alle verdure prese al mercato e trasformate il meno possibile, per economia di tempo, piatti ed energie (che poi si deve studiare fisso, non lavare i piatti, e nemmeno dormire, quindi bandite le elaborazioni!). 
Pensavo anche al fatto che beh, quest'anno dovrò più imparare a gustare i piatti degli altri, le eccellenze locali, più che le mie. Quindi mi sa che anche nel weekend cucinerò poco, ma sarà piuttosto uno scorazzamento tra paesetti langaroli a gustare prelibatezze. Se poi riuscirò a replicarli qui, tanto meglio, ma intanto i tajarin vado a mangiarli da chi li sa fare bene :P
Tornando a ieri, nel pomeriggio dopo pranzo è venuto Carlin Petrini a salutarci. Ci ha fatto una bellissima introduzione al corso alla sua maniera, con l'entusiamo ma anche con la fermezza e l'onestà intellettuale che lo caratterizza. C'è stato spazio anche per le nostre presentazioni e per sentirsi dire che lui vuole essere salutato con "Ciao Carlin", per le chiacchiere disimpegnate e un aperitivo all'aperto con formaggi piemontesi e buon vino bianco dalla Val d'Aosta. 
Oggi, invece, prima lezione vera e propria sulle caratteristiche delle regioni che andremo a visitare durante gli stage sul campo (Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Puglia). Alle 16.30, dopo la fine delle lezioni, siamo stati invece invitati a partecipare ad un workshop sul cioccolato fatto da Gianluca Franzoni, presidente di Domori, un'eccellente azienda produttrice di cioccolato con sede a None, vicino a Stupinigi. Due ore tra spiegazione teorica (e lui è uno che ne sa davvero tanto!) e degustazione comparata di cioccolati suoi con la più nota marca (sedicente di qualità) di cioccolato svizzero. Beh, non ci sono paragoni. Abbiamo assaggiato dei dark 70% singole origini: Apurimac, Sambirano (con una base che mi ricordava molto il Nebbiolo), Sur del Lago. Come chicca, il rarissimo Choao, il cui nome deriva da un villaggio nel Venezuela: un 70% così rotondo e cremoso da sembrare al latte. Infine, per chiudere, un blend 100% cacao dal forte impatto amaro eppure sempre piacevole (molto di più del 90% della suddetta marca svizzera che al confronto sapeva letteralmente di acqua!).
Peccato non aver ancora modo di far foto all'apparamento, all'università, la mensa, noi gruppo ecc. Dalla prossima settimana lo farò. Intanto mi sommergo nel mare di cose che già ho il dovere di leggere...Se volete vederne qualcuna, andate sul blog della mia coinqui Crystal. Lei è spassosissima! Si è presa la bicicletta per andare a lezione e ogni volta si perde all'andata e al ritorno nel tentativo di trovare una backroad meno trafficata della via principale (che è piena di TIR e non ha affatto spazio per le bici sul bordo). Io credo che desisterò e opterò per una palestra con cyclette. :) 
Intanto vi lascio con una cenetta leggera leggera (dopo il workshop sul cioccolato, che vi credevate!): semplici asparagi grigliati con bresaola equina (che adoro!) conditi con una salsina deliziosa.

Ingredienti:
- 10 asparagi verdi medi
- bresaola equina a piacimento
- 1 vasetto di yogurt bianco
- un cucchiaio di maionese
- un cucchiaoìio di succo di limone
- prezzemolo fresco
- sale

Lavare, tagliare il fondo e pelare i gambi degli asparagi con un pelapatate. Scaldare una griglia, disporre gli asparagi , grigliarli 6-7 minuti per lato (devono restare croccanti). Preparare la salsa mischiando yogurt, maionese, limone, sale e prezzemolo tritato finemente. Mettere asparagi e bresaola sul piatto e condire tutto con la salsina. Assicuratevi di avere tanto pane per finire la salsa che avanza. :)

May 25, 2010

Resoconto e reportage: una nonna, il suo ambiente, il suo "strudel"

Sono arrivata!!! On air da Bra, alloggio UNISG :) Di là, nell'altra stanza, una ragazza americana di origini cinesi sta disfando i suoi bagagli: si è portata le cups e una pan che dice essere la sua preferita, unica e insostituibile. nell'altra stanza ancora, una ragazza canadese (francofona) di origini caraibiche tira fuori un piccolo scrigno di spezie e un bellissimo telo da parete colorato per sentirsi un po' a casa. Io, arrivata con stampi per dolci e formine da biscotti, le mie farine, le spezie...E una valanga di speranze. Eccoci qui, in fase di assestamento, scambiandoci piccoli sprazzi di vita prima e fuori da qui davanti ad un bicchiere di Menabrea (in quella grocerydamn non c'era la Baladin, damn!!). Oggi faremo un giro del campus per cercare di ambientarci un po', nel frattempo si fanno progetti di acquisto bici usate e malandate a pochi euro per pedalare a lezione con il bel tempo (6 km andata e 6 km al ritorno che vuoi che siano, il mattino presto e la sera d'estate!). E stasera è in progetto di incontrare tutti gli altri, 25 in tutto, al quartier generale Slow Food in Via della Mendicità Istruita, per una birra (Baladin, stavolta :D) e tante chiacchiere anglofone! Eh si, di italiani siamo solo in due, io e un ragazzo di Arezzo. Per il resto, son arrivati nelle Langhe da tutti gli angoli del mondo, e non vedo l'ora di vederli e conoscerli tutti!
Domani ci sarà l'Opening Cerimony e nel pomeriggio verrà Carlin Petrini in persona a farci lezione (OH MY GOD!), non sto più nella pelle!
Cambiando discorso, il mio obiettivo è da LTR fino a sabato, per cui ancora non posso scattare foto dell'appartamento e del campus, né tantomeno di quel che cucino, anche perché ancora non ho cucinato nulla e credo che nei prossimi giorni non ne avrò molta possibilità. Poi, ahimé, tasto dolente, non c'é il forno ma solo un fornetto elettrico. Quindi, un po' come Sigrid in giappone, mi dovrò arrangiare. Dolci, pani e pizze, ehm, pochi, sempre se riuscirò nell'impresa di farli in quel loculo. Nel caso, meriterei anche un premio! E sennò, comunque, di fame non morirò, i dolci li faccio monoporzione e per il pane opterò per il chapati o per il negozio sotto casa! :P
Intanto, quindi, come promesso, ecco le foto del mio progetto finale del corso di fotografia base. La scelta del tema, ovviamente, non è stata difficile: volevo fare qualcosa in cui centrasse anche il food. Ho pensato subito alla nonna perché ne parlo spesso, perché è la miglior cuoca che io conosca (lei e le sue dosi ad occhio!:D), non si imbarazza e perché quando cucina, lo fa in un ambiente...Estremanente fotogenico. Quanto all'effetto, mi è piaciuto estremizzare la grana e desaturare qualche colore per dare un effetto vintage/polaroid che si confaceva alla situazione. A voi il giudizio!:D
Eccola quindi, la nonna, nei suoi splendidi 90 anni, alle prese con quello che lei chiama strudel (ma che strudel esattamente non è), un dolce davvero buono e pieno di ricordi d'infanzia e valori affettivi.


Ingredienti (per 2 "strudel"):

-450 gr di farina 00
-100 gr di burro
-1 cucchiaio di olio di semi
-1 bustina di lievito per dolci
-3 uova
-3 cucchiai di zucchero
-3 mele golden
-50 gr di uvetta
-50 gr di amaretti
-1 boccettina di aroma alla mandorla
- marmellata di pesche

Sciogliere il burro, quindi unire l'olio e mettere da parte. Rompere le uova, unire lo zucchero e sbattere il tutto col la frusta. Unire il burro con l'olio e continuare a mescolare. Infine, unire la farina un po' alla volta continuando sempre a mescolare, finché non si ottiene un impasto sodo. Infine, unire il lievito e l'aroma alla mandorla, finire di impastare con le mani, dividere l'impasto in due parti e mettere a riposare in una terrina coperta da uno straccio per mezz'ora circa. Nel frattempo lavare, sbucciare e tagliare a pezzetti le mele, mettere a bagno l'uvetta e accendere il forno a 180°. Riprendere l'imasto e stenderlco col mattarello aiutandosi con della farina, fio ad ottenede una sfoglia sottile. Spalmare con uno strato di marmellata di pesche, versare le mele, l'uvetta sgocciolata e infarinata e infine gli amaretti sbriciolati. Chiudere l'impasto a rotolo, posizionarlo sulla teglia coperta da carta forno e infornare per 50 minuti circa (fare la prova stecchino).

p.s: l'ultima foto esce tagliata a destra, considerate che la manopola rossa si vede per intero...

May 22, 2010

Pancakes di piselli


Eccomi di ritorno dal mio ultimo soggiorno patavino. Il corso di fotografia volge al termine, un'esperienza davvero bella e utile. Ho incontrato un prof.  molto bravo e preparato, oltre che simpatico (per chi fosse della zona, si chiama Matteo de Santi), che è riuscito a dare ottimi consigli e una grossa mano a chi, come  me, è davvero alle prime armi. A breve posterò anche le foto del piccolo progetto che ho presentato come fine del corso, e che mi pare sia stato apprezzato sia da lui che dai miei compagni... Quindi non mi resta che sottoporlo al vostro giudizio. Domenica ci sarà l'ultima uscita di gruppo a Comacchio, macchine al seguito, ça va sans dire. Se ne esce qualcosa di decente, metterò anche qualche immagine di quei luoghi magnifici sul delta del Po. Oggi giornata intensa di preparativi, invece: è l'ultimo giorno utile per sistemare tutto prima di partire, fare un veloce giro di saluti, cenare con la famiglia. Lunedì mattina sarò già in viaggio! Devo ricordarmi assolutamente tutti i miei arnesi da cucina e gli ingredienti segreti...Si, OK, la macchina sarà piena come un uovo!
A proposito di uova...No, questa che vedete in foto non è una frittata! :) Trattasi di un pancake di piselli, una ricetta liberamente ispirata ad uno con le fave sbirciato su Cucina Moderna dalla nonna (eh si, la mia nonna fa sempre quelle quattro cose ma si legge tutte le riviste di cucina :D). Avevo voglia di provare qualcosa di diverso e di usare in modo originale i pisellini che avevo comprato...E così mi è uscita quest'idea brillante, mixare i piselli con la farina di farro e farne dei soffici pancakes! :P Perfetto come antipasto o piatto unico leggero servito con un velo di ricotta di capra (più saporita, per contrastare il dolce dei piselli) e una forchettata di bruscàndoli (germogli di luppolo) o agretti passati velocemente in padella con aglio e olio. Io l'ho mangiato per pranzo (ne ho mangiati due, a dire il vero) con un'insalata di spinaci e un cubetto di feta sbriciolata. 

Pancakes di piselli 

Ingredienti (per 4 pancakes):
- 280 gr di piselli 
- 800 ml di panna (o, come faccio io, equivalente di latte con 50 gr di ricotta vaccina)
- 1 uovo
- 50 gr di farina di farro
- 2 foglie di basilico
- 1/2 cucchiaino di lievito per torte salate
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- sale e pepe q.b-
- olio evo 
- 1 manciata abbondante di bruscandoli 
- 50 gr di ricotta di capra 
- 1 spicchio d'aglio

Lavare i bruscandoli e saltarli velocemente a fiamma viva in padella con aglio e poco olio evo, salare e mettere da parte. Lessare i piselli, scolarli e metterli nel mixer con l'uovo, la farina, il latte, la ricotta, il lievito, il bicarbonato, il basilico, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Tritare il tutto finché non si ottiene un composto cremoso abbastanza liquido. Ungere un padellino piccolo (monoporzione, per intenderci) con poco olio evo, scaldarlo, quindi versarci sopra tre-quattro cucchiaiate di composto, allargando il composto fino a ricoprire quasi tutta la superficie (per questo, regolatevi a seconda delle dimensioni della padella, lo strato deve essere non troppo sottile). Abbassare la fiamma ad intensità media e coprire. far cuocere un minuto, quindi scoprire e controllare che si siano formate delle bolle in superficie; risposta affermativa? Bene, è ora di girare il pancake (l'operazione dovrebbe essere fatta senza troppi problemi con una paletta o al massimo con un coperchio). Cuocere altri due minuti dall'altro lato, quindi impiattare e ripetere l'operazione fino a finire il composto. Servire caldi con un velo di ricotta di capra spalmata sopra e una forchettata di bruscandoli ripassati. 

May 19, 2010

Tofuti, che è morbido!



E va bene, lo ammetto, alla fine ho ceduto alla tentazione di provare il tofu. Effettivamente fino a poco tempo fa non mi sarei mai sognata di farlo. Sarà perché nel mio immaginario è collegato al triste sostituto del formaggio che Lane di Gilmore Girls  (Una mamma per amica) era costretta a mangiare. Sarà perché non essendo vegana non fa parte del mio corollario di cibi quotidiani, sarà perché ho sempre nutrito un certo scetticismo nei confronti della soia, ed infine sarà che prima che esplodesse la moda era una cosa pressocché sconosciuta...Beh, per questi  e per innumerevoli altri motivi, fino a poche settimane fa io il tofu non sapevo proprio che sapore avesse. 
Poi, facendo la spesa al supermercato, ho notato che ce n'era uno biologico, allora mi son detta: "OK, già questo vuol dire che non c'è soia OGM. Per il resto, almeno una volta lo si può provare!". E quindi ecco che è finito nel carrello e poi nel frigo. E ci è rimasto per un po'. Alcuni giorni fa mi son quindi decisa a sfoderarlo dal cellophane e a inventarmi qualcosa, un'insalata, tanto per cambiare. Oh, io ve l'ho detto, più c'è bel tempo, meno accendo i fuochi e più mi nutro di verdure. Divento una semi-vegetariana-crudista, ecco. :)
Quanto alla sentenza sul tofu, non mi ha entusiasmata molto. Ha un spore-non sapore che non incontra propriamente i miei gusti, e anche se mi direte che non c'entra nulla e che sono cose diverse ecc ecc, beh, io continuo a preferire il formaggio vero. :D In effetti, se in questa insalata ci avessi messo della feta o del buon caprino, mi sarebbe piaciuta molto di più. Quindi, senza speranze dico che vegana mai...Mi limito a rimanere stagionalmente semi-vegetariana-crudista :D In ogni caso, per chi al contrario fosse amante del tofu o fosse per qualche ragione costretto a rinunciare al formaggio, posso assicurare che nell'insieme quest'insalata era molto molto buona (prossima volta provo col caprino e sarà buonissimissima!:D)

Insalata con tofu, carciofi e olive 
Ingredienti (x2)
-180 gr di tofu naturale bio
-  rucola (a piacere)
- 10 olive nere
- 2 cipollotti freschi (col verde)
- 6 carciofini piccoli
- 1 cucchiaio di succo di limone
- 2 cucchiai di salsa si soia shozu
- 1 cucchiaio di olio
- sale
- misto spezie giapponesi (pepe bianco, nero, verde, buccia di limone secca ecc.)

Tagliare il tofu a cubetti e farlo marinare per almeno un'ora con il succo di  limone, la salsa di soia e le spezie. Pulire i carciofi togliendo gambi e foglie esterne e sbollentarli per cinque minuti in acqua bollente acidulata. Scolarli e lasciarli in altra acqua fredda col limone finché si fanno le altre operazioni. Lavare e tagliare il cipollotto a rondelle sottili, lavare e asciugare la rucola, dissalare le olive. Mettere tutto sul piatto, tagliare infine i carciofini a fettine sottili, disporli sull'insalata, condire con olio e sale ed infine mettere il tofu con un po' della sua marinatura.  Io ho accompagnato il tutto con il pane con segale e copertura croccante di Sabrine, che posterò presto (se ne vede un pezzetto in foto), e che ci stava deliziosamente per il suo sapore dolce-speziato che richiamava le spezie della marinatura.

May 17, 2010

Scrigno di primavera


Toh, un raggio. Toh, un altro. Non è che stiamo esagerando, no?? Non ci viziare troppo, caro meteo, come hai fatto ad aprile, che poi ci si rimane male. Sei sicuro, sì, che vuoi esser sereno? Nessuna nuvola per la testa, no? Sei tranquillo? OK. Fidiamoci. Vorrà dire che per ringraziarti di questo magnanimo dono, oggi preparo qualcosa che si confaccia al tuo umore verdolino, e al mio, di speranza. Che da oggi in poi splenda il sole, che dalla prossima settimana continui a splendere anche a 400km da qui. Qualcosa di bello da vedere e pure buono, uno scrigno leggero con dentro molti piccoli tesori di questa stagione pazzerella, quasi al naturale, per godere finalmente dei sapori di primavera col clima e l'umore giusto.
Crostata leggera con verdure primaverili

Ingredienti
-250 gr di farina integrale
- 1 rametto di prezzemolo fresco
- 1 limone (buccia)
- 150 ml di acqua
- 3 zucchine medie
- 2 cipollotti freschi (compresa la parte verde)
- 1/2 porro
- 150 gr di pisellini (io avevo quelli surgelati dell'orto de nonno, ma se son freschi meglio ancora)
- 200 gr di ricotta fresca
- 2 cucchiai di grana
- sale q.b.
- pepe
- 1 cucchiaio di olio evo

Preparare la pasta mettendo nel mixer la farina, metà del prezzemolo tritato, la buccia di limone grattugiata, un pizzico di sale e l'acqua. Quando si è formata la palla, avvolgerla con la pellicola e metterla in frigo. Nel frattempo scaldare un cucchiaio di olio evo in una padella, tagliare cipollotti (con il verde) e porro e versarceli dentro, far rosolare. Tagliare le zucchine a rondelle sottili, aggiungerle nella padella, salare pepare e lasciar cuocere aggiungendo un po' d'acqua (o brodo vegetale) coperte, girando di tanto in tanto. Nel frattempo cuocere i piselli in acqua bollente salata finché non sono teneri. Scolare. Una volta che anche le zucchine si sono intenerite, spegnere i fuoco, aggiungere i piselli e il prezzemolo. Eliminare l'eventuale liquido in eccesso passando le verdure nello scolaverdure. Unirle quindi alla ricotta, aggiunstare di sale, aggiungere un cucchiaio di grana. Preriscaldare il forno a 180°. Estrarre la palla dal frigo, stenderla piuttosto sottile col mattarello direttamente sulla carta forno con cui verrà rivestita la tortiera. Metterla quindi nella tortiera, versarci dentro il composto di verdure e ricotta, cospargere con altro grana a piacere (io un cucchiaio), chiudere i bordi (avete fatto i bordi, no?? :D) e infornare per circa 40 minuti. Occhio perché le verdure possono rendere la crosta di pane "collosa", dipende da quanta acqua avevano, per cui è meglio controllare la cottura sul fondo ed eventualmente tenere la crostata in forno un po' di più. Alla fine, pochi minuti di grill (più grana avete messo, più avrà senso questo passaggio :D) e via, sfornare, sformare e mangiare calda (magari fatela riposare cinque minuti, comunque calda è più buona che fredda). 
A me è piaciuta molto (si sa la mia sconfinata passione per le verdure), certo si presta a mille varianti ed arricchimenti, però se non si volesse appesantirsi confermo che è già deliziosa così, è un sanissimo e ottimo pieno vitaminico e di fibre. Con un bel quarto per pranzo ero più che a posto, sazia ed è talmente ricca di verdure che non serve il contorno!:) Perfetta per la schiscetta o il pranzo al parco col fidato libro. L'ultimo quarto rimasto (in casa siamo in 3) me lo sono mangiato il giorno dopo, scaldandolo in forno caldo per dieci minuti...Era ancora buonissima! :P

May 15, 2010

Cantucci e annunci


Ehm ehm...Come vi dicevo qualche giorno fa, tra poco più di una settimana ci sarà un cambiamento a dir poco radicale nella mia vita/giornata/routine. E insomma, direi che è il caso di annunciarlo, anche perché penso che avrà non poca influenza anche nella gestione e nei contenuti del blog. Per farla breve, lunedì 24 abbandonerò la mia residenza attuale nella campagna del basso Veneto e quella saltuaria a Padova per trasferirmi un anno (all'incirca) a Bra. Inizia per me una nuova, emozionante, meravigliosa avventura: l'avevo già scritto qui, non appena avevo ricevuto la notizia della mia ammissione, però allora il blog non era ancora realmente attivo, non mi leggeva nessuno, in sostanza :D Quindi ecco, lo ripeto ora che la partenza si fa imminente: il 26 maggio inizio il Master in Food Culture and Communication all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo! :) Dire che sono eccitata e curiosissima è dire poco! Sarà un'esperienza magnifica, già lo so: un gruppo di 25 studenti di tutte le età e nazionalità che in un anno studieranno il cibo sotto moltissimi punti di vista, il tutto rigorosamente in inglese. Le lezioni saranno intervallate da laboratori e...Viaggi!! Tanti viaggi, reflex alla mano, per conoscere culture e realtà del cibo diverse, divertirsi e imparare moltissimo. Infine, un tirocinio di due mesi dove non si sa! :D Vivrò a Bra con una ragazza americana di 25 anni e una signora canadese di 37, tutte insieme nello stesso flat, cucina in comune (dovrò lasciare un angolino anche per loro!! :D). In più, a pranzo sarò a mensa a Pollenzo, quindi se cucinerò, sarà solo la sera (e la luce per le foto???) o nel weekend (già meglio!:D)
Si, insomma, un cambiamento non da poco. Questi tre mesi sono infatti stati una pausa relax, come ho detto, tra il periodo "stagista iper-sfruttata" e quello del master, appunto. E il mio blog è stato un po' il riflesso delle  mie giornate tranquille, trascorse tra passeggiate in campagna, allegri cucinamenti e tanta esplorazione nella blogosfera. Ho imparato moltissimo di cucina in questi mesi, più di quanto credessi, grazie ai foodblog. Ma è anche vero che ho avuto il tempo per cimentarmici, diciamo! :) Forse d'ora in avanti non riuscirò ad essere così assidua col blog e con i saluti nei vostri. Anzi, forse non sarà nemmeno una questione di assiduità, quanto piuttosto di taglio: magari ci saranno meno ricette e più riflessioni sul cibo, più foto di viaggio, sicuramente ancora qualche ricetta... Però comunque ci tengo a continuare qui, anche perché sempre di cibo si tratta, giustoooo??? :D 
Ecco, detto questo...C'è da festeggiare! Con tutte queste novità e questi cambiamenti, ci vuole un dolce e un bicchiere alla mano, magari piccolino, che vabbé auto-celebrarsi, ma non esageriamo!!:) L'ideale è proprio un bicchierino di vino liquoroso (in mancanza di un Vin Santo buono meglio ripiegare su un altro vino passito piuttosto che berne uno tarocco...Io avevo solo il Torcolato, quindi ho bevuto quello :D) con un paio di cantuccini pucciati dentro, tanto così per gradire. I cantucci in questione sono stato il pretesto anche per smaltire le ultime nocciole del noccioleto vicino a casa che vagavano da un posto all'altro della dispensa senza che nessuno se le filasse più. Ho passato la mattina con lo schiaccianoci in mano, ma ne è valsa la pena! Poi, siccome a peso non si raggiungeva quello previsto nella mia personale ricetta quanto a frutta secca, ho aggiunto un po' di mandorle, et voilà. Quanto alla ricetta, io li faccio sempre così (intendo con queste dosi, anche se di solito ci metto le mandorle con la buccia), anche se magari non sono i veri cantucci sono (a mio gusto) della consistenza (croccante) e della dolcezza giusta.


Cantucci nocciole e mandorle

Ingredienti:
- 400 gr di farina 00
- 150 gr di nocciole (con la pellicina)
- 50 gr di mandorle (avevo solo quelle pelate, ma con la pellicina è meglio)
- 2 uova+1 per spennellare
- 200 gr di zucchero di canna
- 2 cucchiaini di lievito per dolci (meglio non vanigliato)
- 1 pizzico di sale
- 1 goccio di latte

Sbattere le uova con lo zucchero finché non si ottiene un composto chiaro e spumoso. Mescolare farina (setacciata) con lievito e sale, incorporare alle uova, mescolare delicatamente, infine aggiungere la frutta secca. Impastare tutto, quindi dividere l'impasto in quattro parti, realizzare un salsicciotto per ciascuna e disporre i salsicciotti sulla leccarda del forno coperta da carta forno. Preriscaldare il forno a 180°. Spennellare i salsicciotti da tutti i lati con un uovo sbattuto con un goccio di latte, infornare per 25 minuti. Estrarre la leccarda, ricavare dai salsicciotti i biscotti effettuando dei tagli diagonali con un coltello affilato. Infornare nuovamente per 10 minuti, girando i biscotti a metà cottura. 

May 13, 2010

Pane e mele a colazione


Dolce risveglio stamattina! Un raggio di sole spuntava dalle mie persiane, non ho resistito alla tentazione di alzarmi e (finalmente) andare a farmi una passeggiata mattutina con la mia musica nelle orecchie e i miei vagheggiamenti nella testa, l'aria frescolina del post-temporale ma il tepore di maggio che finalmente si fa sentire!
Quindi mi sono fiondata giù dal letto, e sono corsa a fare colazione!
Per me la colazione è decisamente il pasto più importante e piacevole della giornata, rigorosamente dolce e abbondante. In passato sono andata a periodi: ho avuto quello dei Kellog's, quello dei plum cakes e del succo di frutta veloce prima di andare a scuola, quello del solo yogurt (in un momento di follia dietetica istigata dalla maestra di danza, che le possino :D), quello delle fette biscottate con la marmellata e il caffelatte, quello della crusca con latte e frutta secca, infine quello delle fettazze di pane con ricotta e miele e l'orzo solubile. I biscotti non sono mai stati, a dir la verità, una cosa che ho mangiato con gran costanza, al massimo spezzavano la monotonia di tanto in tanto. Lo stesso dicasi per i dolci fatti in casa, il nostro forno non li ha mai fatti bene, per cui al massimo c'era qualche crostata una volta ogni tanto, ma niente di che. Per quanto riguarda il discorso croissant e sfogliati vari, certo mi piacciono, però c'è un però: io la mattina ho FAME. Tantissima, praticamente sono i brontolii di pancia a svegliarmi. Per cui se dovessi pensare di saziarmi con i croissant, ne dovrei mangiare almento tre o quattro, e non sarebbe proprio il caso, ecco :). Questo è pure il motivo per cui la colazione fuori: ma anche no! Soffro terribilmente ad aspettare di uscire di casa prima di mangiare, e soffro terribilmente nel vedere l'ultimo morso di cornetto e percepire ancora un certo vuoto di stomaco :D, molto meglio il mio rito della colazione casalinga!
Tutta questa storiella per dire che adesso sono in pieno periodo pane (da cui il mio nickname...:D), l'adorato no-knead bread con ricotta e marmellata: è una colazione che mi piace moltissimo perché mi sazia e non mi appesantisce, e poi è buooooona la ricotta con la marmellata, ma tanto tanto tanto, credo che questa dipendenza mi durerà a lungo! :)
Ieri sera, però, la cena è stata una cosa veloce veloce (pane, formaggio e insalata, eh sì :D) per cui per stamattina non ne era avanzato nemmeno un pezzettino. Traggeeeeedia! Che fare?? Mi sono messa a gironzolare nei blog e ho trovato la soluzione, of course! :D  
La ricetta originale è quella del Pan di mele, uno dei fantastici pani con le mele di Sabrine: veloce, rustico, leggero, sano e con un'aroma da far impazzire! :D Essendo quasi a metà tra un cake, un soda bread e una torta di mele, ma col vantaggio di essere praticamente a zero % di grassi (e di avere la farina integrale e la frutta!) è perfetto per una colazione saziante e salutare. Io me lo sono pappato con un velo di ricotta e un cucchiaino di miele d'acacia, ma è buonissimo anche così, da solo. Se lo si vuol far diventare quasi un cake basta aumentare un po' le dosi di zucchero, se invece si vuol mangiare anche col salato basta diminuirle! Insomma è davvero versatile e facilissimo... Mi sa che mi son creata una nuova dipendenza! :)

Pan di mele
Ingredienti (per uno stampo da cake 25x10):
- 200 gr di farina manitoba (farina 00 nell'originale)
- 250 gr di farina integrale
- 50 gr di zucchero di canna
- 2 mele medie (del tipo che preferite, regolatevi a seconda della dolcezza di ognuna! :D)
- 1 vasetto di yogurt bianco (magro)
- 250 ml di latte (scremato)
- 1 bustina di lievito per dolci (non vanigliato)
- 1 cucchiaino raso di bicarbonato (facoltativo, io lo uso per dare un po' di spinta dato il forno che mi ritrovo)
- 1/2 cucchiaino di sale fino

Preriscaldare il forno a 200° e foderare lo stampo da cake con la carta forno. Setacciare le farine, il lievito e il bicarbonato, aggiungere il sale e lo zucchero e mescolare. Lavare e tagliare le mele a cubetti (io non le sbuccio ma va a gusti). Mescolare yogurt e latte, aggiungerli alle "polveri", mescolare bene velocemente, quindi unire le mele, mescolare ancora finché non si sono amalgamati bene gli ingredienti (il composto è piuttosto solido ma appiccicoso). Trasferire tutto nello stampo, livellare bene bene e incidere l'impasto con un coltello nel senso della lunghezza. Mettere in forno e cuocere per 50 minuti, tirare fuori il pane dallo stampo e cuocere altri 10-15 minuti, fino a che non fa una bella crosticina scura. Sfornare e lasciar intiepidire. 
Da consumarsi preferibilmente ancora tiepido o previo passaggio rapido in forno :)

May 11, 2010

Spinaci+fragole+feta=ricetta pro-primavera


Rieccomi qui! Ho latitato un po' in questi giorni, sia dal mio blog che dai vostri, ma prometto che nei prossimi giorni tornerò a trovarvi :)
Il fatto è che ho avuto, diciamo così, una buona scusa: sono stata a casa di una carissima amica che vive a pochi passi dal Lago di garda, sponda bresciana, per la precisione! Abbiamo fatto tante di quelle cose che il tempo è davvero volato, nonostante il meteo avverso. Ho pure scoperto che lì esiste un detto per cui "Se piove a Santa Croce - 3 maggio, ndr - sono 40 giorni di acqua"...Quindi ecco, tanto meglio mettersela via!:( L'unico momento di tregua/sole con nuvolette è stata sabato pomeriggio, così ne abbiamo approfittato per fare un giro nella splendida Malcesine (sponda veronese), mangiare un gelato e goderci il lungo lago. Per chi non fosse mai stato sul Lago di Garda, beh, vi assicuro che merita!! Le mie località preferite rimangono Torri del Benaco e Malcesine (sponda veronese), Riva del Garda (sponda trentina), Salò e Sirmione (sponda bresciana). Però in realtà meritano tutte, da farci un tour tutto attorno e fermarsi ad ogni paesino per gustarsi lo spettacolo! :) Purtroppo, essendo partita in fretta e furia non son riuscita a portare con me la reflex... :( Toccherà credermi sulla parola :)
Ieri sono rientrata a casa, con un tempo che come al solito istigava all'umore nero. Per non farmi prendere dalla disperazione e dalla tentazione di tirare fuori dal freezer le verze per farmi qualcosa di invernale, che tanto a temperature poco ci manca, mi son fatta un piatto veloce (avevo una fameeeeeee) con quello che c'era in frigo, buonissimo, e un po' solleva-umore, con gusti tipicamente si questa stagione che si è dimenticata un po' chi è. L'idea l'ho presa da qui, modificata poco poco, ed ecco il risultato/non-ricetta del giorno (le dosi sono un po' a occhio, poi tutto va a gusto e ad appetito :D).

Insalata di spinaci con fragole e feta
Ingredienti (x2)
- due belle manciate di spinacini freschi di taglio
- 8 fragole
- 8 mandorle pelate
- 40 gr di feta (o caprino)
- miele d'acacia
- aceto balsamico
- succo di limone
- sale

Lavare e pulire gli spinaci, lavare le fragole e tagliarle a fettine sottili. Tostare le mandorle in un padellino antiaderente finchè non si colorano. Preparare il condimento mescolando due cucchiaini di miele con due cucchiai di aceto balsamico e uno di limone, aggiungere il sale. Disporre nel piatto prima gli spnaci, poi le fagole, la feta sbriciolata con le mani, le mandorle, ed infine condire con la salsina.

May 8, 2010

Un clafoutis e un weekend fuori porta



Primo primissimo esperimento con questa ricetta dal nome fighissimo! :) très très chic, n'est pas? In realtà, l'originale sarebbe quello con le ciliege, ma non ho mai fatto nemmeno quello, son passata direttamente alla preparazione salata. Figlio di una mattinata uggiosa trascorsa a sfornar cantuccini e pane, tanto per non accendere altre fonti di calore oltre al forno (per mera merissima pigrizia), mi è venuto in mente tipo le epifanie joyciane, in tutte le multiformi carianti che avevo visto sul web. Allora ho pensato, ma perché no?? Già che sei in ballo col forno, prova! Oggi a pranzo toccano pure le uova (perché le uova mai più di una volta a settimana, sennò il colesterolo del mio babbo s'impenna come la bici di un tredicenne d'altri tempi). Ecco, apro il frigo, vedo cosa gli posso sgnaccare dentro: ci sono porri e zucchine che mi strizzano l'occhiolino. Vada per il clafoutis porri e zucchine! Devo dire che come primo esperimento non mi è dispisaciuto affatto, però è rimasto un po' troppo secco, frittatoso sopra, la prossima volta ci metto un po' di grana così rilascia un po' di grassetto e fa la crosticina buona :) eppoi ho visto che nei clafoutis che si rispettino ci sono le verdurine immerse alla fine in modo che si veda un po' che c'è dentro, tanto per avvertenza ai commensali, insomma, che visto così sembrerebbe anche una cosa superbuona ma se poi non ti piace il ripieno?? Eh, ok, accontentiamoci, sbagliando s'impara :D


Clafoutis zucchine e porri
Ingredienti per 4:
- tre zucchine gradine
- un porro (solo la parte bianca)
- un ciuffo di prezzemolo fresco
- 3 uova 
- 3 cucchiai di farina
- 50g di ricotta fresca
- 250 ml di latte (nell'originale panna fresca)
- sale
- pepe
- olio evo
- grana o parmigiano

Tagliare le verdure a rondelline. Metterle (tranne qualche pezzetto, che farete cuocere per metà in padella con poco olio) sul fondo di una pirofila unta di olio, salare e pepare, spezzettare un po' di prezzemolo fresco. Cuocere in forno per una ventina di minuti a 200° circa, rigirandole spesso. Nel frattempo mescolare i tuorli con il latte (o la panna), salare, aggiungere la farina, mescolare finché non ci sono più grumi, aggiungere la ricotta. Montare gli albumi a neve, incorporarli al resto del composto, mescolare, aggiustare di sale e pepe. Tirare fuori la pirofila dal forno, versare il composto sopra le verdure, immergere i pezzetti tenuti da parte, spolverare con grana o parmigiano e mettere in forno a 180° per 25 minuti circa.

P.S: questo weekend starò da un'amica a Brescia, ci si va a fare anche un bel giro al lago tempo permettendo... Quindi, ecco, starò un po' lontana dal mio e dai vostri blog. Ma torno, eh, è una minaccia :D

May 5, 2010

Crinkles con farina di riso e olio


La personcina dinamica che è in me mi spinge ogni giorno, almeno un paio di volte al giorno, ad uscire e andare a fare due (alla enne) passi. La sento come un'esigenza mentale, quella di staccare, mettere le cuffie alle orecchie, ed andare, coi miei pensieri e le mie gambe. É per questo che amo le giornate di sole, tiepide, tardo-primaverili... Sono le migliori per fare tutto ciò. Certo anche nelle altre stagioni non mancano giornate in cui si può fare passeggiate, ma è diverso, sono diversa io e il mio umore, è diversa la natura, soprattutto in inverno quando ancora sta dormendo, mi sembra di camminare da sola in mezzo al nulla. Invece ora la natura è sveglia eccome, mi volto e vedo fiori ed erbette, e tutto mi appare più vivo, mi sento più energica, non riesco a star ferma. Tutto cambia con giornate come quella di oggi, o di ieri, o di ieri l'altro...Ahimè, son giornate uggiose e piovose, molto molto piovose. E io, che sono poooooooco meteoropatica, mi rintano in casa a leggere o a far altro, ma mi sento un po' come costretta agli arresti domiciliari da un carceriere in forma di goccioloni. Mi passa la voglia di far tutto, divento perfino inappetente (ehm, quasi, diciamo per i miei standard! :D). Che fare, allora, per non passare tutto il giorno a poltrire sul divano? Accendere il forno, naturalmente, che almeno un po' di calore ce lo dà lui. Per preparare qualcosa di buono e leggero, da sbocconcellare sul suddetto divano con il proprio té e il proprio libro preferito, senza la brutta sensazione, poi, alzandosi, di avere ingerito un mattone, ma semplicemente di essersi rilassate e coccolate. Qualcosa di bianco come una nuvola, ma di quelle nuvole a pecorelle che danno allegria al cielo sereno, di buon auspicio per i prossimi giorni, soprattutto per il weekend.

Crinkles con farina di riso e olio
Ingredienti:
- 250 g di farina di riso
- un pizzico di bicarbonato
- un pizzico di sale
- mezzo cucchiaino di lievito per dolci (backing powder o cremor tartaro, io avevo la prima)
- 70 g di zucchero (c'è chi usa il malto di riso)
-4/5 cucchiai di olio (io ho usato quello di riso per stare in tema :D)
- acqua (o latte - anche di riso) q.b.

Accendere il forno a 180°. Mescolare tutti gli ingredienti secchi in una ciotola. Unire l'olio, mescolare ancora. Infine, unire acqua o latte q.b fino ad ottenere un composto sempre duro ma lavorabile con le mani.  Inumidirsi leggermente le mani, formare delle palline delle dimensioni di una noce, schiacciarle leggermente e disporle distanziate sulla placca del forno coperta da carta forno. Cuocere per 20-25 minuti, finché non vi sembrano cotti e non hanno formato delle belle rughette in superficie.

Avvertenze: questi biscotti sono davvero davvero leggeri. Se non vi piacesse troppo il gusto del riso (perché sanno tanto tanto di riso), magari mixate farina 00 e di riso nelle proprorzioni che più vi aggradano, e usate un olio evo delicato invece di quello di riso, o latte normale sempre al posto di quello di riso :) insomma, c'è da sperimentare. Buoni sono buoni, certo non come dei frollini belli burrosetti, ma per le pigre giornate di pioggia e lettura vanno benissimo! :)