May 30, 2010

Primo weekend in Langa: Alba


Sul come trascorrere il weekend nelle Langhe c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ci sono talmente tante cose da vedere, provare, gustare, imparare, che una vita e mezza potrebbe non bastare. Nonostante già l'estate scorsa avessimo battuto questa terra meravigliosa in lungo e in largo, l'avevamo fatto pur sempre da "stranieri", e nel desiderio di vedere tutto molto l'avevamo perso per strada. E per molto intendo soprattutto molti locali storici, cantine, locande, caffé, pasticcerie e i relativi prodotti. 
Abbiamo ripreso dall'ABC, come si suol dire, e come primo sabato libero siamo tornati ad Alba, dove tra l'altro è in corso l'Alba Music Festival e il Jazz Festival. Ci siamo goduti un po' di jazz in Piazza S.Giovanni prima di andare a ripararci dalla calura da Golosi di Salute, la pasticceria di Luca Montersino in Piazza Rossetto. C'è davvero di tutto, dai té/infusi anche da portar via, ai succhi home-made (anche quelli si possono aquistare e portare a casa), dal gelato alla pasticceria secca, dai dolci ai mignons, il tutto fatto con estrema attenzione per gli ingredienti, la corretta alimentazione, e con una vasta offerta per chi soffre di intolleranze. Si può anche prendere un aperitivo o un calice di vino, volendo, anche se direi che è un po' uno spreco essendo "specializzato" in pasticceria. Noi abbiamo preso un soffy coffy, una mousse delicatissima fredda al caffé, con dei biscottini secchi (meliga, riso, nocciole). Una buona pausa davvero. La prossima volta proverò la panna cotta.


Più tardi ci siamo incontrati con un amico albese del mio ragazzo e con lui ci siamo fermati a prendere un aperitivo. Cosa prendere, se non un buon calice di vino ? Vada per un Nebbiolo di Luciano Sandrone 07, servito con un piatto di goloserie salate.


Due chiacchiere prima di andare a cena in un posto dalla location molto suggestiva a Serralunga d'Alba, La Rosa dei Vini, agriturismo con cucina tipica, buona senza troppe pretese: come antipasti si va dal vitello tonnato all'insalatina di gallinella, capunet, carpaccio, tra i primi ovviamente tajarin, plin, risotto, coniglio all'arnes, filetto di vitello, stinco per i secondi, poi selezioni di formaggi vaccini o caprini serviti con cugnà. Infine i dolci: panna cotta, torta di nocciole, zabaione, mousse alle nocciole o sorbetti. Per me, insalatina di gallinella al balsamico e coniglio all'arneis (più un'entrée offerta con pancetta e friciule). Ho particolarmente apprezzato il coniglio, morbido e saporito. Buona la carta dei vini (noi abbiamo scelto due bottiglie di Nebbiolo di Grasso, non male! :D).

Per chiudere la serata in bellezza, siamo andati fino a Monforte d'Alba (un posto MA-GNI-FI-CO che avevamo visto solo di giorno, ma che di sera dà davvero il meglio di sé) alla locanda Le case della Saracca, una sere di case antiche preservate da fuori e anche dentro, ma completemente restaurate da mani sicuramente esperte e capaci. Il posto è splendido! Si può andare per bere dell'ottimo vino o anche per passare la notte (specie se in due, l'effetto romanticismo sarà assicurato). Consiglio vivamente di andarci e di andarci in 4-5 almeno, perché se il servizio al calice non è volto vasto, le bottiglie in carta sono centinaia e alcune decisamente notevoli. Noi abbiamo stappato un Monprà 2007, un asseblaggio (uve di diversi vitigni) di Conterno e Fantino, 15 % perfettamente equilibrato. E insieme ci sono state portate stuzziccherie di ogni genere (olive deliziose, friciule, frittata di borragine ecc).

Ecco, un sacco di cose segnate nel libricino dei tesori del Piemonte. Quel che posso dire è che, senza sapere nulla, nel mare del'offerta comunque di qualità che si trova da queste parti, si richia davvero di perdersi o di non andare dritto a segno. Invece uscendo con chi è del luogo e che certi nomi, etichette, luoghi, li sente e li vede già da un po', per cui sa anche scegliere e consigliare da conoscitore vero, è tutta un'altra cosa. Bellissima serata. Appuntamento al prossimo weekend!


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May 25, 2010

UNISG and Nonna's Strudel

Sono arrivata! On air da Bra, alloggio UNISG. Di là, nell'altra stanza, una ragazza americana di origini cinesi sta disfando i suoi bagagli: si è portata le cups e una pan che dice essere la sua preferita, unica e insostituibile. nell'altra stanza ancora, una ragazza canadese (francofona) di origini caraibiche tira fuori un piccolo scrigno di spezie e un bellissimo telo da parete colorato per sentirsi un po' a casa. Io, arrivata con stampi per dolci e formine da biscotti, le mie farine, le spezie...E una valanga di speranze. Eccoci qui, in fase di assestamento, scambiandoci piccoli sprazzi di vita prima e fuori da qui davanti ad un bicchiere di Menabrea. 

Oggi faremo un giro del campus per cercare di ambientarci un po', nel frattempo si fanno progetti di acquisto bici usate e malandate a pochi euro per pedalare a lezione con il bel tempo (6 km andata e 6 km al ritorno che vuoi che siano, il mattino presto e la sera d'estate!). E stasera è in progetto di incontrare tutti gli altri, 25 in tutto, al quartier generale Slow Food in Via della Mendicità Istruita, per una birra e tante chiacchiere anglofone! Eh si, di italiani siamo solo in due, io e un ragazzo di Arezzo. Per il resto, son arrivati nelle Langhe da tutti gli angoli del mondo, e non vedo l'ora di vederli e conoscerli tutti!
Domani ci sarà l'Opening Cerimony e nel pomeriggio verrà Carlin Petrini in persona a farci lezione, non sto più nella pelle!

Cambiando discorso, tasto dolente, non c'é il forno ma solo un fornetto elettrico. Quindi mi dovrò arrangiare. Dolci, pani e pizze, ehm, pochi, sempre se riuscirò nell'impresa di farli in quel loculo. Nel caso, meriterei anche un premio! E sennò, comunque, di fame non morirò, i dolci li faccio monoporzione e per il pane opterò per il chapati o per il negozio sotto casa! 
Intanto, quindi, come promesso, ecco le foto del mio progetto finale del corso di fotografia base. La scelta del tema, ovviamente, non è stata difficile: volevo fare qualcosa in cui centrasse anche il food. Ho pensato subito alla nonna perché ne parlo spesso, perché è la miglior cuoca che io conosca (lei e le sue dosi ad occhio!), non si imbarazza e perché quando cucina, lo fa in un ambiente...Estremanente fotogenico. Quanto all'effetto, mi è piaciuto estremizzare la grana e desaturare qualche colore per dare un effetto vintage/polaroid che si confaceva alla situazione. A voi il giudizio!
Eccola quindi, la nonna, nei suoi splendidi 90 anni, alle prese con quello che lei chiama strudel (ma che strudel esattamente non è), un dolce davvero buono e pieno di ricordi d'infanzia e valori affettivi.

Nonna's "strudel"
 per 2

450 gr di farina 00
100 gr di burro
1 cucchiaio di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
3 uova
3 cucchiai di zucchero
3 mele golden
50 gr di uvetta
50 gr di amaretti
1 boccettina di aroma alla mandorla
marmellata di pesche

Sciogliere il burro, quindi unire l'olio e mettere da parte. Rompere le uova, unire lo zucchero e sbattere il tutto col la frusta. Unire il burro con l'olio e continuare a mescolare. Infine, unire la farina un po' alla volta continuando sempre a mescolare, finché non si ottiene un impasto sodo. Infine, unire il lievito e l'aroma alla mandorla, finire di impastare con le mani, dividere l'impasto in due parti e mettere a riposare in una terrina coperta da uno straccio per mezz'ora circa. 

Nel frattempo lavare, sbucciare e tagliare a pezzetti le mele, mettere a bagno l'uvetta e accendere il forno a 180°. Riprendere l'imasto e stenderlco col mattarello aiutandosi con della farina, fio ad ottenede una sfoglia sottile. Spalmare con uno strato di marmellata di pesche, versare le mele, l'uvetta sgocciolata e infarinata e infine gli amaretti sbriciolati. 

Chiudere l'impasto a rotolo, posizionarlo sulla teglia coperta da carta forno e infornare per 50 minuti circa (fare la prova stecchino).

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May 15, 2010

Cantucci


Ehm ehm...Come vi dicevo qualche giorno fa, tra poco più di una settimana ci sarà un cambiamento a dir poco radicale nella mia vita/giornata/routine. E insomma, direi che è il caso di annunciarlo, anche perché penso che avrà non poca influenza anche nella gestione e nei contenuti del blog. Per farla breve, lunedì 24 abbandonerò la mia residenza attuale nella campagna del basso Veneto e quella saltuaria a Padova per trasferirmi un anno (all'incirca) a Bra. Inizia per me una nuova, emozionante, meravigliosa avventura: il 26 maggio inizio il Master in Food Culture and Communication all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo! 

Dire che sono eccitata e curiosissima è dire poco! Sarà un'esperienza magnifica, già lo so: un gruppo di 25 studenti di tutte le età e nazionalità che in un anno studieranno il cibo sotto moltissimi punti di vista, il tutto rigorosamente in inglese. Le lezioni saranno intervallate da laboratori e...Viaggi! Tanti viaggi, reflex alla mano, per conoscere culture e realtà del cibo diverse, divertirsi e imparare moltissimo. Infine, un tirocinio di due mesi dove non si sa! Vivrò a Bra con una ragazza americana di 25 anni e una signora canadese di 37, tutte insieme nello stesso flat, cucina in comune (dovrò lasciare un angolino anche per loro!). In più, a pranzo sarò a mensa a Pollenzo, quindi se cucinerò, sarà solo la sera (e la luce per le foto?) o nel weekend (già meglio!)
Si, insomma, un cambiamento non da poco. Questi tre mesi sono infatti stati una pausa relax, come ho detto, tra il periodo "stagista iper-sfruttata" e quello del master, appunto. E il mio blog è stato un po' il riflesso delle  mie giornate tranquille, trascorse tra passeggiate in campagna, allegri cucinamenti e tanta esplorazione nella blogosfera. Ho imparato moltissimo di cucina in questi mesi, più di quanto credessi, grazie ai foodblog. Ma è anche vero che ho avuto il tempo per cimentarmici, diciamo! :) Forse d'ora in avanti non riuscirò ad essere così assidua col blog e con i saluti nei vostri. Anzi, forse non sarà nemmeno una questione di assiduità, quanto piuttosto di taglio: magari ci saranno meno ricette e più riflessioni sul cibo, più foto di viaggio, sicuramente ancora qualche ricetta... Però comunque ci tengo a continuare qui, anche perché sempre di cibo si tratta, giusto?
 
Ecco, detto questo...C'è da festeggiare! Con tutte queste novità e questi cambiamenti, ci vuole un dolce e un bicchiere alla mano, magari piccolino, che vabbé auto-celebrarsi, ma non esageriamo! 

L'ideale è proprio un bicchierino di vino liquoroso (in mancanza di un Vin Santo buono meglio ripiegare su un altro vino passito piuttosto che berne uno tarocco...Io avevo solo il Torcolato, quindi ho bevuto quello) con un paio di cantuccini pucciati dentro, tanto così per gradire. I cantucci in questione sono stato il pretesto anche per smaltire le ultime nocciole del noccioleto vicino a casa che vagavano da un posto all'altro della dispensa senza che nessuno se le filasse più. Ho passato la mattina con lo schiaccianoci in mano, ma ne è valsa la pena! Poi, siccome a peso non si raggiungeva quello previsto nella mia personale ricetta quanto a frutta secca, ho aggiunto un po' di mandorle, et voilà. Quanto alla ricetta, io li faccio sempre così (intendo con queste dosi, anche se di solito ci metto le mandorle con la buccia), anche se magari non sono i veri cantucci sono (a mio gusto) della consistenza (croccante) e della dolcezza giusta.


Cantucci nocciole e mandorle

400 gr di farina 00
150 gr di nocciole intere
50 gr di mandorle intere
 2 uova+1 per spennellare
200 gr di zucchero di canna
2 cucchiaini di lievito per dolci (non vanigliato)
1 pizzico di sale
1 goccio di latte

Sbattere le uova con lo zucchero finché non si ottiene un composto chiaro e spumoso. Mescolare farina (setacciata) con lievito e sale, incorporare alle uova, mescolare delicatamente, infine aggiungere la frutta secca. Impastare tutto, quindi dividere l'impasto in quattro parti, realizzare un salsicciotto per ciascuna e disporre i salsicciotti sulla leccarda del forno coperta da carta forno. 

Preriscaldare il forno a 180°. 

Spennellare i salsicciotti da tutti i lati con un uovo sbattuto con un goccio di latte, infornare per 25 minuti. Estrarre la leccarda, ricavare dai salsicciotti i biscotti effettuando dei tagli diagonali con un coltello affilato. Infornare nuovamente per 10 minuti, girando i biscotti a metà cottura. 


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May 11, 2010

Insalata di Spinaci con Fragole e Feta


Rieccomi qui! Ho latitato un po' in questi giorni, sia dal mio blog che dai vostri, ma prometto che nei prossimi giorni tornerò a trovarvi.
 
Il fatto è che ho avuto, diciamo così, una buona scusa: sono stata a casa di una carissima amica che vive a pochi passi dal Lago di garda, sponda bresciana, per la precisione! Abbiamo fatto tante di quelle cose che il tempo è davvero volato, nonostante il meteo avverso. Ho pure scoperto che lì esiste un detto per cui "Se piove a Santa Croce - 3 maggio, ndr - sono 40 giorni di acqua"...Quindi ecco, tanto meglio mettersela via! 

L'unico momento di tregua/sole con nuvolette è stata sabato pomeriggio, così ne abbiamo approfittato per fare un giro nella splendida Malcesine (sponda veronese), mangiare un gelato e goderci il lungo lago. Per chi non fosse mai stato sul Lago di Garda, beh, vi assicuro che merita!! Le mie località preferite rimangono Torri del Benaco e Malcesine (sponda veronese), Riva del Garda (sponda trentina), Salò e Sirmione (sponda bresciana). Però in realtà meritano tutte, da farci un tour tutto attorno e fermarsi ad ogni paesino per gustarsi lo spettacolo! Purtroppo, essendo partita in fretta e furia non son riuscita a portare con me la reflex...  Toccherà credermi sulla parola.
Ieri sono rientrata a casa, con un tempo che come al solito istigava all'umore nero. Per non farmi prendere dalla disperazione e dalla tentazione di tirare fuori dal freezer le verze per farmi qualcosa di invernale, che tanto a temperature poco ci manca, mi son fatta un piatto veloce (avevo una fameeeeeee) con quello che c'era in frigo, buonissimo, e un po' solleva-umore, con gusti tipicamente si questa stagione che si è dimenticata un po' chi è. L'idea l'ho presa da qui, modificata poco poco, ed ecco il risultato/non-ricetta del giorno (le dosi sono un po' a occhio, poi tutto va a gusto e ad appetito).

Insalata di Spinaci con Fragole e Feta
 per 2
due belle manciate di spinacini freschi di taglio
8 fragole
8 mandorle pelate
40 gr di feta (o caprino)
miele d'acacia
aceto balsamico
succo di limone
sale

Lavare e pulire gli spinaci, lavare le fragole e tagliarle a fettine sottili. Tostare le mandorle in un padellino antiaderente finchè non si colorano. Preparare il condimento mescolando due cucchiaini di miele con due cucchiai di aceto balsamico e uno di limone, aggiungere il sale. Disporre nel piatto prima gli spnaci, poi le fagole, la feta sbriciolata con le mani, le mandorle, ed infine condire con la salsina.


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